Compensi per segretari verbalizzanti: il dibattito sulle retribuzioni orarie si intensifica.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
All’interno delle scuole italiane, il dirigente scolastico ha il compito di assegnare ruoli specifici ai docenti per la formulazione dell’orario scolastico settimanale. Questo processo coinvolge anche la scelta dei segretari verbalizzanti per i Consigli di classe, un’attività che richiede una vigilanza particolare in termini di retribuzione. Infatti, i compensi per queste mansioni vengono trattati attraverso la contrattazione di Istituto, alimentando un acceso dibattito tra le varie sigle sindacali. Da un lato, si sostiene la necessità di riconoscere economicamente il lavoro svolto. Dall’altro, si fa appello a evitare il danno erariale, rendendo opportuno un approccio cauto.
Commissione Orario e Competenze Dirigenziali
La gestione del servizio settimanale degli insegnanti è una prerogativa del dirigente scolastico, come stabilito dagli articoli 5, comma 2, e 40, comma 1, del D.Lgs. n. 165/2001. Tale norma sottolinea il principio di pari opportunità e riconosce la responsabilità legislativa del dirigente nell’organizzazione del lavoro. È pertanto inopportuno che la Commissione orario venga pagata con il Fondo di Istituto, poiché questa funzione è di esclusiva competenza dirigenziale.
Il dirigente scolastico deve considerare i criteri didattici stabiliti dal Collegio docenti per elaborare l’orario. Le opinioni nel mondo sindacale divergono: alcuni sostengono che anche il lavoro aggiuntivo debba essere retribuito, mentre altri difendono l’idea che le decisioni riguardanti l’orario rientrino strettamente nella responsabilità del dirigente, senza necessità di compenso. Il consiglio è di evitare di contrattare un compenso per una “Commissione orario”, suggerendo piuttosto di affidare tale compito a uno dei collaboratori del dirigente che possono supportarlo nell’organizzazione.
Un’altra opzione è quella di includere questo compito all’interno delle funzioni di un animatore digitale o di una figura strumentale dedicata alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale. In questo modo, la richiesta di supporto al dirigente scolastico non si tradurrebbe in una voce specifica di retribuzione, evitando contenziosi e questioni legali legate al Fondo di Istituto.
La Figura del Segretario Verbalizzante
Il segretario verbalizzante è una figura definita dalla normativa vigente, in particolare dal D.Lgs. 297/94, all’art. 5, comma 5 del Testo Unico della scuola. La legge attribuisce al dirigente scolastico il compito di designare questa figura, che deve essere un docente membro del Consiglio di classe. Questo significa che la decisione sul segretario verbalizzante ricade esclusivamente sulla responsabilità del dirigente, il quale ha la possibilità di nominare un segretario per l’intero anno scolastico e, se necessario, un secondo docente in caso di assenza.
È importante notare che, se questo approccio può portare a un impegno maggiore per alcuni docenti, esso richiede una riflessione sull’impatto finanziario sulla contrattazione di Istituto. Infatti, remunerare in modo accessorio questa funzione rappresenterebbe una spesa non necessaria per le risorse scolastiche. La scelta migliore sarebbe quella di attuare un sistema di rotazione per la designazione del segretario verbalizzante. Questo permetterebbe di garantire equità e gratuità nell’espletamento di tale incarico, evitando incarichi fissi per l’intero anno.
È fondamentale sottolineare che il ruolo di segretario verbalizzante è obbligatorio. La redazione del verbale è un atto necessario in ogni seduta di Consiglio di classe. Il docente designato dal dirigente scolastico non può esimersi dall’assumere l’incarico, a meno che non ci siano impedimenti oggettivi. Pertanto, la rotazione non solo equilibra il carico di lavoro tra i docenti, ma preserva anche la funzionalità del Consiglio, senza gravare sulle finanze dell’istituzione.
Guardando ai futuri sviluppi, è evidente che le decisioni hanno bisogno di un approccio equilibrato e ben documentato. Le risorse del Fondo di Istituto devono essere gestite in modo responsabile, tenendo conto delle esigenze reciproche di insegnanti e dirigenti. Le normative hanno un ruolo centrale nell’orientare queste pratiche, e un dialogo aperto tra le parti coinvolte aiuterà a definire il migliore percorso da seguire.
Fonti ufficiali: Governo Italiano, ISPRA.
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