Controllo delle esportazioni: un viaggio da PGP a Mythos e le loro inefficacie.
Punti Critici dell’Accordo di Wassenaar
L’idea era di classificare il software di sorveglianza e hacking come a doppio uso, costringendo i produttori di spyware a ottenere licenze di esportazione per vendere i loro prodotti all’estero. Tuttavia, l’Accordo di Wassenaar ha sempre mostrato due debolezze intrinseche. Ci sono paesi che non aderiscono all’intesa, tra cui Israele, sede di alcuni dei produttori di spyware più attivi al mondo.
Inoltre, l’applicazione dell’accordo dipende dalla discrezione dei singoli Stati, che possono decidere come applicarlo alle aziende presenti nel proprio territorio. Per un certo periodo, il governo italiano ha consentito a una delle aziende di spyware più importanti del paese, Hacking Team, di esportare i suoi strumenti in tutto il mondo, nonostante il suo passato di vendite di spyware a governi oppressivi.
Negli anni successivi, paesi europei come l’Italia si sono mostrati poco rigorosi nei controlli sugli esportatori di spyware. Nonostante numerosi scandali, l’Europa ha costantemente fallito nel limitare l’export di software di sorveglianza verso regimi autoritari. Critici del settore sostengono che un recente tentativo degli stati membri europei di affrontare la crescente problematica relativa alle esportazioni di spyware non è sufficiente.
