Cosa succede al pronto soccorso dopo una frattura urgente?

Cosa succede al pronto soccorso dopo una frattura urgente?

Cosa succede al pronto soccorso dopo una frattura urgente?

Quando si verifica una frattura, recarsi subito al pronto soccorso (PS) è fondamentale. Il medico pronto soccorso, generalmente un professionista certificato, valuterà tempestivamente l’entità della lesione e deciderà il trattamento più adeguato. Il primo obiettivo è controllare il dolore, spesso presente fin dall’inizio.

Per diagnosticare con precisione la frattura, il medico richiederà radiografie della zona interessata. A seconda del tipo e della gravità della frattura, si potranno adottare vari metodi di immobilizzazione come stecche, gessi o supporti (triangoli o tutori). Nei casi più gravi, il paziente potrebbe aver bisogno di scarpe ortopediche, stampelle o bastoni per la deambulazione.

In alcuni casi, si somministrano liquidi endovenosi e analgesici più potenti. Alcune fratture possono richiedere un intervento chirurgico o un ricovero ospedaliero prolungato: in questi casi, il PS organizza il trasferimento o la consulenza presso centri specialistici.

Trattamenti disponibili per le fratture

La scelta del trattamento dipende da vari fattori, tra cui la tipologia e la gravità della lesione. Alcune delle procedure più comuni includono:

  • Ricollocazione manuale delle ossa dislocate per riportarle in sede;
  • Immobilizzazione tramite sostegni o stecche;
  • Applicazione di gessi o tutori per sostenere le ossa durante la guarigione;
  • Interventi chirurgici per stabilizzare o riparare lesioni ossee o legamentose;
  • Riabilitazione ortopedica per recuperare forza muscolare e mobilità articolare.

I trattamenti possono comprendere anche tecniche avanzate come:

  • Immobilizzazione con gessi in materiale di gesso o fibra di vetro;
  • Trazione, una tecnica che riporta in posizione le ossa tramite una delicata forza di trazione;
  • Fissazione esterna mediante perni metallici collegati a barre esterne per mantenere l’allineamento osseo;
  • Riduzione aperta e fissazione interna, ovvero intervento con placca e viti per stabilizzare la frattura;
  • Sostituzione articolare in casi di fratture gravi che coinvolgono articolazioni come anca o spalla.

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