Dalla Chipko a Nyeri: l’eterna lotta per la salvaguardia degli alberi.

Dalla Chipko a Nyeri: l’eterna lotta per la salvaguardia degli alberi.

L’abbraccio agli alberi, spesso deriso come una caricatura dell’ambientalismo, ha una lunga storia di resistenza seria. Nel 1730, i Bishnoi del Rajasthan persero la vita per difendere gli alberi khejri a Khejarli, mentre nel 1970 le donne Chipko dell’Uttarakhand si frapposero tra i boscaioli e le querce, rivendicando il loro diritto a foreste intatte. Altre mobilitazioni includono il movimento Appiko nel sud dell’India e gli attivisti di Clayoquot Sound in Canada, fino a Julia Butterfly Hill, che trascorse 738 giorni in cima a un antichissimo albero di sequoia. Queste azioni, inizialmente giudicate impossibili, hanno dimostrato il potere del singolo gesto.

L’eredità di Wangari Maathai

Il Kenya ha la sua storia di attivismo, e la figura più influente rimane Wangari Maathai. Il suo Movimento della Cintura Verde ha fatto molto di più che piantare alberi; ha ridefinito le foreste come fondamentali per la salute pubblica, la sicurezza economica e l’agency civica. Maathai ha affrontato violenze, umiliazioni e anche la prigione, ma ha continuato la sua battaglia. La foresta di Karura a Nairobi, una volta minacciata dalla speculazione edilizia, conserva oggi la sua bellezza grazie alla sua tenacia. La scelta di Muthoni di abbracciare gli alberi a Nairobi e Nyeri rappresenta un omaggio all’eredità di Maathai e ai sistemi idrici che iniziano sulle pendici del Monte Kenya, sostenendo gran parte del paese.


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