Dengue in Italia: origine, trasmissione, sintomi e pericoli del virus del 2026
Dal 2026 la Dengue in Italia: casi e sintomi
L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha reso noto che dall’inizio del 2026 sono stati registrati 227 casi confermati di Dengue in Italia. La maggior parte delle infezioni è stata legata a viaggi all’estero, con il 57% dei casi che si sono verificati nelle Maldive. Solo tre casi autoctoni sono stati identificati, due in Puglia e uno in Toscana, senza segnalazioni di decessi.
La Dengue è una malattia infettiva causata dal virus DENV, che si manifesta in quattro diversi sierotipi. Prevalentemente diffusa nelle aree tropicali e subtropicali, la Dengue può anche provocare focolai in Europa dove sono presenti zanzare capaci di trasmettere il virus. Secondo l’OMS, circa metà della popolazione mondiale vive in aree a rischio, con un numero che si attesta tra i 100 e i 400 milioni di infezioni ogni anno.
La trasmissione della Dengue avviene attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, che acquisiscono il virus pungendo una persona infetta e possono trasmetterlo in seguito a un’altra persona. In Italia, il principale vettore mondiale è Aedes aegypti, ma la presenza della zanzara tigre (Aedes albopictus) su tutto il territorio nazionale spiega la comparsa di casi autoctoni, seppur rari.
I sintomi della Dengue possono variare da lievi a gravi, con la comparsa di febbre alta, mal di testa intenso, dolori muscolari, nausea e eruzioni cutanee. Le forme gravi e fatali sono rare ma possibili, soprattutto nei casi in cui compaiono segni di sanguinamento diffuso o scomparsa della febbre seguiti da sintomi gravi come dolori addominali persistenti e respiro accelerato.
Non esiste una cura specifica per la Dengue, ma il trattamento mira a controllare i sintomi e garantire una corretta idratazione. È importante rivolgersi alle strutture sanitarie in caso di sintomi gravi per ridurre la mortalità. La prevenzione si concentra sulla protezione dalle punture di zanzara e sull’eliminazione dei potenziali focolai di riproduzione.
La presenza consolidata della zanzara tigre in Italia e l’aumento dei viaggi internazionali, dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici aumentano il rischio di trasmissione locale della Dengue. La sorveglianza sui casi importati e sulle popolazioni di zanzare è fondamentale per prevenire focolai di contagio. Importante è anche l’eliminare ristagni d’acqua dai contenitori per impedire la proliferazione delle zanzare.
Sebbene sia trasmessa da zanzare, la Dengue ha differenze sostanziali rispetto al West Nile, trasmetto dalle Culex. Nel 2026 in Italia sono stati confermati 521 casi di West Nile con 26 decessi, mentre nessun decesso è stato segnalato per la Dengue nonostante i 227 casi registrati. La sorveglianza rimane fondamentale dato il rischio per anziani e fragili con forme neurologiche gravi.
In conclusione, la Dengue rappresenta una minaccia anche in Europa, compresa l’Italia, dove è importante adottare misure preventive e di controllo per evitare la trasmissione locale della malattia. La collaborazione tra le autorità sanitarie e la popolazione è essenziale per contrastare la diffusione della Dengue e proteggere la salute pubblica.
Fonti:
– Istituto Superiore di Sanità (ISS)
– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
– European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)
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