Disfagia: cause, sintomi e trattamenti per le difficoltà di deglutizione
La storia clinica di un individuo con disfagia offre indicazioni cruciali riguardo alla causa sottostante. I sintomi specifici di deglutizione possono fornire indizi significativi: se la deglutizione risulta difficile da iniziare o provoca rigurgito nasale, tosse o soffocamento, è probabile che vi sia un problema a livello orale o faringeo. Al contrario, se il cibo sembra bloccarsi nel torace (esofago), è più probabile che ci sia un problema esofageo.
Se la disfagia si sviluppa rapidamente in poche settimane o mesi, potrebbe indicare la presenza di un tumore maligno. Se la difficoltà si riscontra solo con cibi solidi, è più possibile che ci sia un’ostruzione fisica, mentre la difficoltà con cibi solidi e liquidi potrebbe indicare una malattia dei muscoli lisci dell’esofago. Sintomi intermittenti tendono a essere causati da malattie dei muscoli lisci piuttosto che da ostruzione, in quanto la disfunzione muscolare spesso è intermittente.
Malattie preesistenti, come patologie dei muscoli scheletrici (ad esempio, polimiosite) o disturbi neurologici (come l’ictus), aumentano il rischio di disfagia relativa alla disfunzione dei muscoli orofaringei e delle loro innervazioni. Le malattie del tessuto connettivo, come la sclerodermia, possono provocare problemi con i muscoli esofagei, in particolare una peristalsi inefficace.
I pazienti con una storia di reflusso gastroesofageo (GERD) sono più inclini a sviluppare stenosi esofagee come causa di disfagia. Circa il 20% di questi pazienti presenta sintomi minimi o assenti di GERD prima dell’insorgenza della disfagia. È stato osservato che il reflusso notturno è più dannoso per l’esofago, aumentando anche il rischio di carcinoma esofageo in chi ha sofferto a lungo di GERD.
