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Edoardo Balistri è un genio della matematica: 11 anni e massimo punteggio al Kangourou

edoardo balistri

Edoardo Balistri, undicenne milanese, ha totalizzato il punteggio pieno nella finale nazionale del “Kangourou della matematica”. Il concorso, introdotto 26 anni fa in Italia e presente in 65 Paesi del mondo, mette alla prova i piccoli geni con quesiti calibrati all’età dei partecipanti. Nella finale di sabato, a Cervia, Edoardo ha occupato il gradino più alto del podio per la categoria “benjamin”, dedicata agli studenti di prima e seconda media.

Le tensioni di Edoardo Balistri

Non solo le soluzioni che ha dato erano corrette, ma anche le spiegazioni correlate. “Il test era difficile, ma il vero problema è stato gestire la tensione. Quando sono teso mi scoppia il raffreddore, mentre aspettavo i risultati ho usato almeno dieci pacchetti di fazzoletti”, dice il ragazzo, figlio dei giornalisti Alessandro Balistri del Corriere e di Lucia Esposito di Libero.

“Ho fatto festa con i miei compagni di classe. Sapevano della vittoria e mi sono saltati addosso”, dice il ragazzo che frequenta la seconda media all’istituto De Andreis. Edoardo ama imparare ma non è un secchione: “Gioco a basket, devo migliorare però. E ho la passione per tutto ciò che è nuovo”. Con la matematica coltiva un rapporto speciale, “perché il risultato dei procedimenti non si discute, mi dà sicurezza”. Un’inclinazione che i genitori hanno intuito fin da quando era piccolino. A poco più di un anno era già curioso di capire la differenza tra lettere e numeri, a due anni e due mesi ha imparato a leggere. Grazie alla rapida capacità di apprendimento, mamma e papà hanno scelto di fargli «saltare» la prima elementare e farlo approdare direttamente al secondo anno.

Sul futuro Edo non ha fretta. Il primo obiettivo è: “Partecipare di nuovo al Kangourou l’anno prossimo e fare meglio. Prendere un punteggio più basso sarebbe una sconfitta. Poi tutti mi chiedono cosa voglio fare da grande, ma ora è troppo presto. Piano piano lo capirò”. Perché Edoardo è consapevole del proprio talento, ma anche di “essere una persona normale”.

Paola Chirico

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