Enea sviluppa un innovativo materiale high-tech per potenziare le energie rinnovabili.

Enea sviluppa un innovativo materiale high-tech per potenziare le energie rinnovabili.

Enea sviluppa un innovativo materiale high-tech per potenziare le energie rinnovabili.

Un innovativo materiale sviluppato da ENEA per la transizione energetica si distingue per le sue caratteristiche economiche, multifunzionali e sostenibili. Creato dal Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici in collaborazione con l’Università del Salento, questo materiale privo di metalli nobili come il platino è specificamente progettato per applicazioni in celle a combustibile, elettrolizzatori e batterie metallo-aria. La sua composizione in nanofibre polimeriche con particelle attive a base di carbonio e metalli di transizione migliora stabilità ed efficienza, ponendo le basi per sistemi energetici più economici e sostenibili che integrano fonti rinnovabili.

Nuovo Materiale ENEA: Un Passo Avanti verso la Sostenibilità Energetica

ROMA (ITALPRESS) – Un materiale innovativo sviluppato da ENEA si presenta come una soluzione economica, multifunzionale e sostenibile per promuovere la transizione energetica e l’adozione di fonti rinnovabili. Questo progetto, realizzato dal Laboratorio Idrogeno e nuovi vettori energetici del Dipartimento Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN), è frutto della collaborazione con altre strutture ENEA e l’Università del Salento. Il nuovo materiale è privo di metalli nobili costosi e rari, come platino e iridio, e rappresenta un’importante risorsa per celle a combustibile, elettrolizzatori e batterie metallo-aria, essenziali nella produzione di idrogeno verde e nel trasporto elettrico.

Il materiale è costituito da nanofibre polimeriche create tramite elettrospinning, contenenti particelle attive a base di carbonio, azoto e ossidi di metalli di transizione. Questi elementi, facilmente reperibili ed economici, permettono di migliorare la stabilità e l’efficienza dei dispositivi utilizzati rispetto ai metodi tradizionali. Grazie alla loro distribuzione all’interno delle fibre, le particelle attive ottimizzano le prestazioni, consentendo di depositare il materiale direttamente sull’elettrodo e riducendo le perdite di energia.

La caratteristica distintiva del nuovo materiale risiede nella sua doppia funzione. Esso non solo catalizza le reazioni elettrochimiche, ma funge anche da strato di diffusione dei gas grazie alla sua struttura porosa e leggera. Questo approccio semplifica la costruzione dei dispositivi, contribuendo a ridurre tempistiche e costi di produzione. Sostenibilità ed efficienza diventano quindi tratti distintivi di una soluzione davvero competitiva rispetto a quelle commerciali già presenti sul mercato.

Le attività di ricerca sono state avviate nell’ambito dell’Accordo di Programma Ricerca Sistema Elettrico per il triennio 2022-2024 e sono state ampliate attraverso il finanziamento del Piano Operativo di “Ricerca e sviluppo sull’idrogeno” (POR H2), oltre all’Accordo di Programma tra ENEA e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, incluso il PNRR.

Innovativo Materiale Sostenibile per la Transizione Energetica

ROMA (ITALPRESS) – Un materiale all’avanguardia, economico, multifunzionale e sostenibile è stato sviluppato da ENEA per promuovere la transizione energetica e l’uso di fonti rinnovabili. Questo prodotto, brevettato dal Laboratorio Idrogeno e Nuovi Vettori Energetici del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili (TERIN), è frutto della collaborazione con altre strutture ENEA e l’Università del Salento. Esso è privo di metalli nobili come platino e iridio, noti per il loro costo elevato e disponibilità limitata, e sarà impiegato in celle a combustibile, elettrolizzatori e batterie metallo-aria, strumenti cruciali per la generazione di idrogeno verde e il suo utilizzo nei trasporti elettrici.

Il materiale innovativo si distingue per la sua duplice funzione: non solo catalizza le reazioni elettrochimiche, ma funge anche da strato di diffusione dei gas, grazie alla sua struttura leggera e porosa. Questa caratteristica permette una semplificazione dei dispositivi, riducendo di conseguenza i tempi e i costi produttivi. Le nanofibre polimeriche, realizzate con la tecnica di elettrospinning, contengono particelle attive a base di carbonio, azoto e ossidi di metalli di transizione, materiali che sono facilmente reperibili ed economici.

Secondo Maria Federica De Riccardis, ricercatrice del Centro Ricerche ENEA di Brindisi e coautrice del brevetto insieme a Marilena Re, Daniela Carbone e il professor Claudio Mele, le particelle attive presenti nel nuovo materiale aumentano la stabilità e l’efficienza rispetto ai sistemi tradizionali. Questo material può essere applicato direttamente sugli elettrodi, contribuendo a un ulteriore abbattimento delle perdite energetiche.

Le ricerche avviate nell’ambito dell’Accordo di Programma Ricerca Sistema Elettrico per il triennio 2022-2024 continuano attraverso i fondi del Piano Operativo di “Ricerca e Sviluppo sull’idrogeno” (POR H2), dell’intesa tra ENEA e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del PNRR.

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