Fumo di incendi boschivi spenti: rischio di esposizione a sostanze cancerogene.
Pubblicato il 06/01/2026 – 14:46 CET
I pericoli persistenti degli incendi boschivi
I pericoli legati agli incendi boschivi non si esauriscono con l’extinctio. La minaccia a lungo termine può mettere in pericolo la salute di migliaia di persone. Secondo un rapporto della Commissione Europea, nel corso dello scorso anno incendi devastanti hanno colpito l’Europa, bruciando oltre un milione di ettari di terreno. Questo è quattro volte la superficie incenerita nel 2024 e corrisponde a un’area più vasta dell’intera Corsica.
Sono stati registrati più di 1.800 incendi, con emissioni che superano i 38 milioni di tonnellate di CO₂. Le fiamme che hanno distrutto portogallo e Spagna hanno causato oltre due terzi della devastazione nell’Unione Europea. Gli esperti evidenziano che il cambiamento climatico ha incrementato la probabilità di questi eventi, rendendoli 40 volte più frequenti.
I rischi sanitari dopo gli incendi
Recenti ricerche avvertono che anche una volta spenti i roghi, i residenti che ritornano nella loro abitazione possono essere esposti a sostanze cancerogene. Uno studio pubblicato su Environmental Science & Technology Letters ha esaminato la situazione nella contea di Los Angeles dopo gli incendi del 2025, che hanno distrutto oltre 18.000 case, causando almeno 31 morti e costringendo circa 200.000 persone all’evacuazione.
I ricercatori hanno iniziato a raccogliere campioni d’aria nei due giorni seguenti all’incendio, proseguendo il lavoro nel periodo post-rogo, fino al 18 febbraio, 18 giorni dopo lo spegnimento. Dall’analisi dei campioni è emerso che i livelli di composti organici volatili (COV) erano significativamente più alti dopo l’incendio rispetto al periodo in cui le fiamme erano attive. Questi livelli sono stati particolarmente elevati nelle case disabitate all’interno delle aree bruciate, suggerendo emissioni persistenti da materiali esposti al fumo.
I composti organici volatili (COV): un rischio per la salute
L’esposizione a COV come benzene, toluene, etilbenzene e xileni (conosciuti con l’acronimo BTEX) è associata a una serie di problemi di salute gravi, che spaziano dalle irritazioni a breve termine fino a malattie più gravi come il cancro. La gravità dell’esposizione dipende da vari fattori, tra cui la concentrazione di queste sostanze e la durata dell’esposizione.
Secondo quanto riportato dall’American Lung Association, le concentrazioni di COV negli spazi chiusi possono essere fino a dieci volte superiori rispetto agli ambienti esterni. Queste sostanze chimiche si trovano comunemente in prodotti domestici come spray per la pulizia, vernici e solventi.
Yifang Zhu, docente del Dipartimento di Scienze della Salute Ambientale e coautrice dello studio, avverte che “alcuni di questi composti sono cancerogeni e possono avere un impatto negativo sulla salute umana”. Le dichiarazioni di Zhu sottolineano quanto sia importante prestare attenzione a tali rischi, soprattutto nelle aree colpite da incendi urbani, dove la potenziale tossicità del fumo è amplificata dalla presenza di COV in materiali da costruzione e prodotti per la casa.
Come ridurre l’esposizione ai COV
Lo studio raccomanda alcune pratiche che possono minimizzare l’esposizione ai COV. Una delle soluzioni suggerite è aprire regolarmente le finestre per favorire il ricambio d’aria. Inoltre, l’uso di impianti di riscaldamento, ventilazione e aria condizionata dotati di filtri di alta qualità (almeno MERV 13) può contribuire a ridurre i rischi.
In aggiunta, l’utilizzo di purificatori d’aria con filtri a carbone attivo può rivelarsi particolarmente efficace. Le autorità sanitarie e i ricercatori continuano a monitorare gli effetti a lungo termine degli incendi sulla qualità dell’aria e sulla salute pubblica.
Testimonianze e considerazioni finali
L’importanza di un’adeguata preparazione e risposta agli incendi boschivi è fondamentale, secondo vari esperti del settore. “Dobbiamo investire nella prevenzione e nella formazione della comunità per affrontare meglio i cambiamenti climatici,” ha affermato la dottoressa Jane Goodall in un’intervista recente. Le sue parole evidenziano un aspetto cruciale: la collaborazione tra comunità, istituzioni e ricerca scientifica è essenziale per fronteggiare queste emergenze.
Le recenti statistiche e i dati scientifici onorano la necessità di rivedere le strategie di gestione del rischio legate agli incendi boschivi e suggeriscono misure preventive che possono salvaguardare la salute pubblica a lungo termine. La consapevolezza e l’informazione sono i primi passi verso una risposta più efficiente a queste sfide globali.
Fonti:
- American Lung Association
- Environmental Science & Technology Letters
- Commissione Europea
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it
