Giulia De Lellis furiosa contro Chi: protesta per le foto non autorizzate della figlia
Il post di Giulia non è stato ricondiviso da Tony Effe, il quale condivide con la sua compagna la volontà di difendere la privacy della figlia Priscilla. Anche il rapper ha mostrato in passato un atteggiamento molto severo nei confronti dei paparazzi, come dimostrato da un episodio avvenuto a gennaio di quest’anno. Secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera, Tony Effe avrebbe reagito in maniera molto dura quando un fotografo si sarebbe avvicinato con presunte intenzioni di fotografare la figlia, sferrandogli tre pugni al volto. Il fotografo, ricoverato al pronto soccorso con una prognosi di quattro giorni, ha denunciato l’aggressione e annunciato la volontà di procedere legalmente.
Situazioni come queste mettono in luce la tensione crescente tra personaggi pubblici e paparazzi, soprattutto quando sono coinvolti bambini. Le immagini di Priscilla diffuse da Chi sono state pixelate nel rispetto delle norme vigenti per la tutela dei minori, ma rimane comunque il rischio che la bambina possa essere riconosciuta per via di dettagli come i capelli o l’abbigliamento. La legge italiana sulla protezione dei dati personali e sulla privacy dei minori (articoli 96 e 97 del Codice della Privacy) vieta la pubblicazione di immagini di bambini senza il consenso dei genitori o dei tutori legali, una normativa che spesso viene dibattuta proprio in relazione ai casi di celebrità.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte ribadito l’importanza di tutelare la riservatezza dei minori, ricordando che “l’utilizzo di immagini di bambini in contesti pubblici deve sempre rispettare il principio di minimizzazione e la protezione della loro dignità e integrità psicologica” (fonte: Garante Privacy – Tutela Minori e Media).
In un’intervista rilasciata a Fanpage.it, la psicologa infantile Sara Valente ha evidenziato come l’esposizione mediatica non desiderata possa avere effetti negativi sullo sviluppo emotivo dei bambini, soprattutto se non adeguatamente supportati dai genitori. “La tutela della privacy dei minorenni è una responsabilità sia dei genitori che del sistema mediatico,” spiega Valente, “ed è fondamentale evitare di esporli senza consenso, per proteggerne la serenità e la crescita.” (fonte: Fanpage.it – Psicologia e privacy dei minori).
La vicenda che coinvolge Giulia De Lellis e Tony Effe riapre dunque un dibattito più ampio su etica, responsabilità e regole da adottare nel trattamento delle immagini che riguardano i più piccoli, specialmente in un’epoca di iper-esposizione mediatica e social network.
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