Gli studenti preferiscono chatbot alle lezioni, ma chiedono regole: studio su AI in classe.
Chiedono più regole e docenti formati
Da parte degli studenti, invece, c’è l’esigenza di formare i loro insegnanti (38%), inserirla come disciplina trasversale in tutte le materie (20%), dare regole chiare su come usarla (20%) oppure offrire accesso ai modelli più evoluti a pagamento (7%).
È significativo, poi, che solo 1 studente su 5 preferisce una scuola tradizionale senza assistenti artificiali.
Secondo Alessandro Nodari, responsabile di Gi Edu, è evidente che “gli studenti hanno già iniziato a utilizzare l’AI e, proprio per questo, è importante che la scuola li aiuti a comprenderne opportunità e limiti, accompagnandoli verso un approccio consapevole, critico e responsabile”.
“In questa nuova fase di innovazione tecnologica – prosegue Nodari – la vera bussola resta comunque quella umana. Pensiero critico, capacità relazionali, creatività ed empatia saranno competenze sempre più decisive in un mondo del lavoro in cui l’IA sarà uno strumento quotidiano. Per questo l’orientamento assume un ruolo strategico e non può essere un’attività episodica concentrata negli ultimi anni di scuola, ma un percorso continuo che aiuti ragazze e ragazzi a scoprirsi e a riconoscere le proprie capacità”.
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