Golliwog di Billy Woods: un capolavoro horrorcore per gli amanti del cinema A24
Tensione e Profondità Emotiva
Nel corso dell’album, Woods si avvale dei suoi produttori per creare non semplici spaventi, ma una tensione palpabile, facendo sentire l’ascoltatore a disagio. In “Waterproof Mascara”, i singhiozzi di una donna si trasformano in un motivo ritmico accattivante. “Pitchforks & Halos” di Kenny Segal evoca l’equivalente sonoro di una ripresa in soggettiva di un serial killer, mentre “All These Worlds are Yours”, prodotto da DJ Haram, ha più in comune con l’industrial d’inizio carriera dei Throbbing Gristle rispetto ad altro materiale sull’album, come “Golgotha”, che combina batterie boombap con trombe di funerale di New Orleans.
Questa produzione densa e a tratti frammentata si combina con testi che juxtapongono gli orrori reali dell’oppressione e del colonialismo a scene che sembrano uscite direttamente da “Bring Her Back”: “Trapped a housefly in an upside-down pint glass and waited for it to die.” Inoltre, Woods transita con disinvoltura da una bragging all’ammonimento del rischio di voltare le spalle al genocidio a Gaza in “Corinthians”:
If you never came back from the dead you can’t tell me shit
Twelve billion USD hovering over the Gaza Strip
You don’t wanna know what it cost to live
What it cost to hide behind eyelids
When your back turnt, secret cannibals lick they lips
