Guinea-Bissau: governo transitorio vieta produzione di farina di pesce per tutela ambientale.
Le implicazioni della produzione di farina di pesce
Bissau, capitale della Guinea-Bissau, è una piccola nazione dell’Africa occidentale i cui mari costieri, punteggiati da mangrovie, rivestono un’importanza fondamentale per le specie ittiche in migrazione lungo la costa africana. Fino a poco tempo fa, il paese sembrava marginalmente coinvolto nella produzione di farina di pesce, un’attività che godeva di un grande sviluppo in altre aree della regione.
Tuttavia, nonostante le immagini satellitari non mostrassero impianti di trasformazione riconoscibili, si sono trovate offerte online per la vendita di farina di pesce di origine guineana. Con la nuova ordinanza del 29 gennaio, il governo di transizione ha comunicato l’immediata cessazione della produzione, affermando che “la produzione di farina di pesce e olio di pesce è proliferata nel paese”.
Le indagini condotte da Mongabay, comprese interviste con funzionari del settore e analisi di dati sul traffico marittimo, hanno rivelato che la produzione avveniva principalmente in mare. L’operato di queste fabbriche offshore sembra essere stato per lo più legittimato, con registri che mostrano che le navi operanti erano autorizzate dal ministero della pesca.
Un’analisi condotta da Global Fishing Watch, un’organizzazione non governativa statunitense che monitora le attività di pesca, ha rivelato che la nave Tian Yi He 6 ha fatto il suo ingresso nelle acque della Guinea-Bissau nell’ottobre 2019, seguita da Hua Xin 17 nel maggio 2024.
