Il Centro Studi Paolo Giaccone ricorda il medico ucciso a Palermo: “Modello di integrità”
PALERMO (ITALPRESS) – “Ricordare il Professore Paolo Giaccone significa, innanzitutto, riconoscere il valore civile racchiuso in un gesto professionale compiuto nel silenzio di un ufficio, davanti a una perizia che avrebbe potuto piegarsi alla convenienza mafiosa. Scelse di non farlo. E per questa scelta, l’11 agosto 1982, venne assassinato. A oltre quarant’anni di distanza, Palermo continua a misurare la propria coscienza civica e maturità sociale anche attraverso quel rifiuto”. E’ quanto sottolinea in una nota il Presidente del “Centro Studi Paolo Giaccone”, Riccardo Maiorca, a margine della cerimonia di commemorazione del professore Paolo Giaccone, medico legale e docente universitario, ucciso tra i viali del Policlinico di Palermo dai killer della cosca mafiosa di Corso dei Mille. “In qualità di Presidente del Centro Studi – aggiunge – sento il dovere di ribadire che la storia del Professore non appartiene soltanto alla memoria delle istituzioni sanitarie o accademiche: è un patrimonio etico della città (e valica – sicuramente – i confini palermitani). Paolo Giaccone rappresenta un modello di integrità professionale che continua a parlare alle nuove generazioni”. “Il suo ‘no’ a una perizia manipolata – prosegue –non fu un gesto eroico nel senso retorico del termine, ma un atto tecnico, compiuto dentro i confini del proprio lavoro. È proprio questa normalità del dovere a rendere la sua vicenda straordinariamente attuale. In una terra – la Sicilia – dove la pressione mafiosa tenta costantemente di infiltrarsi nelle funzioni pubbliche, la fermezza del professor Giaccone rimane un riferimento essenziale”.
Nel 44esimo anniversario del suo assassinio, il Centro Studi è stato, come sempre, presente e con una sua rappresentanza composta, oltre che dal Presidente Maiorca, dal Presidente Emerito Giacomo De Leo e dal Tesoriere Angelo Cuva, rinnovando il proprio impegno volto a “tutelare la memoria del Professore attraverso ricerca, formazione e attività divulgative; diffondere la cultura della legalità nelle professioni sanitarie, giuridiche e tecniche; promuovere percorsi di educazione civica rivolti ai giovani, affinché comprendano che la responsabilità professionale è una forma concreta di antimafia”. “La commemorazione di oggi non è soltanto un omaggio. È un richiamo. Un richiamo al fatto che la legalità non si proclama: si pratica. E che la libertà di una comunità si difende anche attraverso la serietà con cui si firma un documento, si redige una perizia, si svolge una funzione pubblica. Il Centro Studi Paolo Giaccone continuerà a operare, interfacciandosi con la società, affinché la sua testimonianza resti viva, attiva e capace di orientare il presente”, conclude Riccardo Maiorca.
– foto Centro Studi Paolo Giaccone –
(ITALPRESS).
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