Il mare di notte non è mai veramente buio: come l’inquinamento luminoso sta cambiando la natura
Quando cala il sole, siamo abituati a pensare che il mare torni nel suo stato più naturale: una distesa scura, illuminata soltanto dalla Luna e dalle stelle. Ma lungo le coste sempre più urbanizzate la notte non è più davvero notte. Le luci di porti, stabilimenti balneari, strade, alberghi e abitazioni si riflettono sulla superficie dell’acqua e possono alterare un ambiente che per milioni di anni ha seguito ritmi regolati dall’alternanza naturale tra luce e buio.
L’inquinamento luminoso non riguarda quindi soltanto le città e la possibilità di osservare il cielo stellato. È anche un problema ecologico, perché la luce artificiale notturna può modificare il comportamento di numerose specie animali, comprese quelle che vivono negli ambienti marini e costieri.
La luce, infatti, è un segnale biologico. Molti organismi regolano attraverso il ciclo giorno-notte attività fondamentali come alimentazione, riproduzione, migrazione e riposo. Quando questo ritmo viene alterato, possono cambiare anche comportamenti che sembrano apparentemente indipendenti dall’illuminazione.
