Il mare di notte non è mai veramente buio: come l’inquinamento luminoso sta cambiando la natura

Il mare di notte non è mai veramente buio: come l’inquinamento luminoso sta cambiando la natura

Ridurre l’inquinamento luminoso non significa necessariamente vivere al buio o rinunciare all’illuminazione delle zone costiere. La questione riguarda soprattutto come, dove e quanto illuminiamo.


Lampade orientate verso il basso, intensità adeguate alle reali necessità, sistemi che evitano l’accensione continua e una maggiore attenzione alle aree naturali possono ridurre la dispersione della luce verso il cielo e verso il mare. Particolarmente importante è evitare l’illuminazione superflua delle spiagge durante la notte, soprattutto nei periodi in cui avvengono la deposizione e la schiusa delle uova delle tartarughe marine.

Anche scegliere tonalità luminose meno impattanti per determinate specie può essere utile, così come creare vere e proprie zone di buio nelle aree di maggiore valore naturalistico.

La notte, in fondo, è parte dell’ecosistema. Non è semplicemente l’assenza del giorno, ma una fase indispensabile per moltissime forme di vita. Restituire un po’ di oscurità alle coste significa quindi non soltanto vedere meglio le stelle, ma permettere alla natura di continuare a seguire i propri ritmi.

E forse proprio guardando il mare di notte possiamo accorgerci di quanto abbiamo illuminato un mondo che, per sua natura, aveva bisogno anche del buio.

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