Il programma carbone della Banca Mondiale minaccia i diritti delle comunità indigene indonesiane.
La lotta della comunità Dayak Bahau di Long Isun è un esempio di come i popoli indigeni possano diventare praticanti della diplomazia di base, sfidando un sistema che rischia di erodere la loro cultura e i loro diritti. Le azioni quotidiane, dal mantenimento dei giardini forestali fino alle cerimonie rituali che affermano i confini ancestrali, costituiscono forme di governance che sottolineano la loro connessione con la terra.
Le generazioni di Dayak Bahau hanno difeso la loro foresta per molto tempo, prima che le riduzioni delle emissioni diventassero un obiettivo politico. Ora più che mai, la richiesta di equità, riconoscimento e giustizia ambientale è fondamentale. Il caso di Long Isun è un avvertimento a tutte le nazioni: le questioni climatiche non possono essere risolte senza una vera, eguagliante considerazione delle voci e dei diritti delle popolazioni che custodiscono le foreste del mondo.
Fonti ufficiali:
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