Impossibile cambiare scuola una volta effettuata la scelta da parte degli studenti.

Impossibile cambiare scuola una volta effettuata la scelta da parte degli studenti.

La riforma in discussione prevede significativi tagli alle discipline umanistiche e scientifiche, l’introduzione di una formazione scolastica-lavoro anticipata a 15 anni, l’imposizione di metodi didattici basati su competenze guidate da esperti aziendali senza una preparazione pedagogica adeguata, e lo smantellamento del biennio comune. Di fatto, l’istruzione tecnica si sta adeguando sempre più alle esigenze del mercato, il che potrebbe aumentare le disuguaglianze sociali, relegando i ragazzi delle classi popolari a un’istruzione superficiale, discostata dal tradizionale ruolo di ascensore sociale.

È interessante notare che la recente decisione del Ministero di posticipare l’applicazione della riforma nella regione Trentino-Alto Adige avvalora le preoccupazioni espresse dai genitori e dalla Rete. Quest’ultima continuerà a lavorare per un dialogo aperto su scala nazionale, in quanto considera fondamentale la formazione tecnica per il futuro della scuola e dell’economia italiana. Sono state già inviate numerose richieste di audizione alle Giunte Regionali da coordinamenti locali della Rete, presenti in tutto il territorio nazionale.

Meloni e Valditara hanno l’opportunità di sospendere il provvedimento di riordino degli Istituti Tecnici e avviare un confronto democratico immediato con le parti interessate. Poiché la riforma è collegata al PNRR, è possibile valutare un confronto con l’Europa per chiedere una moratoria sull’applicazione o apportare le necessarie modifiche.

Se non si adotteranno misure correttive, i docenti della Rete Nazionale degli Istituti Tecnici sono pronti a immedesimarsi ulteriormente nelle proteste per garantire il rispetto dei diritti delle famiglie e della qualità dell’istruzione.

Fonti: FLC CGIL, Ministero dell’Istruzione.

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