Inflazione a gennaio confermata all’1%: i dati Istat aggiornati

Inflazione a gennaio confermata all’1%: i dati Istat aggiornati

Inflazione a gennaio confermata all’1%: i dati Istat aggiornati

A gennaio, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) in Italia segna un aumento dell’1,0% su base annua, leggermente inferiore rispetto a dicembre. L’incremento è principalmente dovuto all’aumento dei prezzi dei beni alimentari, dei servizi legati all’abitazione, tabacchi e servizi ricreativi. L’inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi, si attesta al +1,7%. Su base mensile, l’indice cresce dello 0,4%, influenzato soprattutto dagli energetici regolamentati e dai servizi abitativi. I prezzi dei servizi aumentano più di quelli dei beni, con una differenza di quasi 3 punti percentuali. L’indice armonizzato (IPCA) riflette una dinamica simile, mentre l’indice FOI registra una crescita più contenuta.

Andamento dell’Inflazione e Variazioni Prezzi al Consumo in Italia a Gennaio

Nel mese di gennaio, i dati dell’Istat segnalano un aumento dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, pari a +0,4% rispetto al mese precedente e a +1,0% su base annua, in lieve calo rispetto all’1,2% registrato a dicembre. Questo incremento tendenziale deriva principalmente dalla crescita dei prezzi dei beni alimentari, non lavorati (+2,5%) e lavorati (+1,9%), oltre che dai rincari dei servizi legati all’abitazione (+4,4%), dei tabacchi (+3,3%) e dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). L’inflazione di fondo, che esclude energetici e alimentari freschi, si attesta a +1,7%, mentre quella calcolata al netto dei soli beni energetici raggiunge il +1,9%. Nel complesso, i prezzi dei beni segnano una lieve diminuzione su base annua pari a -0,2%, mentre i prezzi dei servizi crescono del 2,5%, con un differenziale tra le due categorie di +2,7 punti percentuali.

L’incremento mensile dell’indice generale del +0,4% è influenzato soprattutto dall’aumento dei prezzi degli energetici regolamentati (+8,9%), dai servizi per l’abitazione (+1,9%), dagli alimentari non lavorati (+1,2%) e lavorati (+0,6%), dagli energetici non regolamentati (+1,1%) e dai beni durevoli (+0,8%). In controtendenza, si registra una diminuzione dei prezzi dei servizi di trasporto, pari a -3,8%. La crescita acquisita per l’intero 2026 si attesta a +0,4% per l’indice generale, che a dicembre era ferma a zero, mentre la componente di fondo passa allo +0,2% dai valori più bassi registrati nel mese precedente.

Per quanto riguarda l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), vi è una diminuzione dello 1,0% su base mensile, legata principalmente all’inizio dei saldi invernali per abbigliamento e calzature, non inclusi nel calcolo del NIC. La variazione tendenziale dell’IPCA si mantiene stabile a +1,0%, in linea con la stima preliminare e in leggera diminuzione rispetto all’1,2% del mese precedente. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, mostra un aumento mensile dello 0,3% e una crescita su base annua dello 0,8%.

In sintesi, i dati di gennaio riflettono una dinamica inflazionistica moderata, caratterizzata da un aumento più consistente dei servizi rispetto ai beni, con contributi rilevanti dai settori alimentare e dell’abitazione, mentre alcuni comparti quali i servizi di trasporto mostrano segnali opposti. Le prospettive per il 2026 indicano un’inflazione acquisita positiva, segnalando una continuazione della crescita dei prezzi, seppur a ritmi contenuti.

Andamento dell’Indice Nazionale dei Prezzi al Consumo a Gennaio

Nel mese di gennaio, l’Istat ha rilevato una crescita dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, del +0,4% rispetto al mese precedente e di +1,0% su base annua, leggermente inferiore al +1,2% di dicembre. Questo aumento tendenziale è principalmente attribuibile all’incremento dei prezzi dei beni alimentari, sia non lavorati (+2,5%) che lavorati (+1,9%), ai servizi legati all’abitazione (+4,4%), ai tabacchi (+3,3%) e ai servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+3,0%). L’inflazione di fondo, escludendo energetici e alimentari freschi, si attesta a +1,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici raggiunge il +1,9%.

Analizzando più nel dettaglio, i prezzi dei beni registrano un calo tendenziale dello 0,2%, mentre i servizi mostrano una crescita significativa del 2,5%, evidenziando un differenziale tra i due comparti di 2,7 punti percentuali. Gli alimentari, per la cura della casa e della persona, insieme ai prodotti ad alta frequenza di acquisto, aumentano dell’1,9% su base annua. Questa dinamica si riflette anche nel cosiddetto “carrello della spesa”, che cresce del 1,9%, confermando una moderata pressione inflazionistica sui consumi quotidiani.

La crescita congiunturale dell’indice generale (+0,4%) è influenzata soprattutto dagli aumenti dei prezzi degli energetici regolamentati (+8,9%), dei servizi relativi all’abitazione (+1,9%) e degli alimentari, sia non lavorati (+1,2%) che lavorati (+0,6%). Anche gli energetici non regolamentati e i beni durevoli si attestano su incrementi dell’1,1% e dello 0,8%, rispettivamente, mentre i servizi ricreativi e per la cura della persona crescono dello 0,7%. L’unica diminuzione rispetto a dicembre riguarda i prezzi dei servizi di trasporto, in calo del 3,8%. L’inflazione acquisita per l’anno 2026 si posiziona attorno al +0,4%, con la componente di fondo che segna un aumento dello 0,2%.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) ha registrato una flessione mensile dell’1,0%, dovuta principalmente all’inizio dei saldi invernali su abbigliamento e calzature, voci escluse dall’indice NIC, mentre su base annua la crescita resta stabile all’1,0%, in linea con i dati preliminari del mese precedente. L’indice FOI, che si riferisce alle famiglie di operai e impiegati, mostra un aumento congiunturale dello 0,3% e una variazione tendenziale dello 0,8%, segnalando un contesto inflazionistico più contenuto rispetto alla media generale.

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