Japanese Gothic: un’affascinante e inquietante storia di fantasmi da scoprire.
In mani meno esperte, una narrazione così complessa potrebbe sembrare confusa. Tuttavia, l’autrice, **Rebecca Baker**, ha una visione chiara, e la sua prosa oscilla tra il meraviglioso e il grottesco. Dopo una lettura attenta, ci si imbatte in passaggi che descrivono il gusto salato del sangue e dettagli inquietanti come denti che si staccano dai crani. Al contempo, ci sono descrizioni evocative, come il cibo che sa di “statico della TV” o Sen che viene definita non solo come una ragazza, ma come una “rifrazione di luce”.
Una delle citazioni più memorabili è: “Una volta, la casa sembrava avere un battito cardiaco. Ora sembrava solo un pezzo di legno fluttuante masticato dalla marcescenza.”
**Japanese Gothic** non si limita esclusivamente a una storia di fantasmi con salti temporali. Affronta temi complessi come il trauma generazionale, gli abusi infantili, il colonialismo, la patriarcalità e la salute mentale. È un’interessante combinazione di horror folkloristico, thriller criminale e narrativa gotica, mantenendo il lettore incollato fino all’ultima pagina.
