L’iceberg A-23A, gigante antartico in blu: il suo ultimo viaggio tra disintegrazione e fusione
Oltre al valore spettacolare delle immagini satellitari, l’iceberg A-23A ha rappresentato per decenni un osservatorio naturale unico per i ricercatori. La sua lunga permanenza nelle acque dell’Atlantico meridionale ha permesso di studiare il comportamento dei grandi iceberg, la loro deriva influenzata dalle correnti oceaniche e i fenomeni di fusione superficiale e sottoghiaccio. Le striature lineari e le falde d’acqua blu non sono solo un fenomeno visivo suggestivo, ma anche indicatori di processi climatici, geologici e oceanografici che si manifestano in modo evidente.
La disintegrazione imminente dell’iceberg evidenzia inoltre l’effetto dei cambiamenti climatici su masse di ghiaccio millenarie. Gli iceberg come A-23A sono particolarmente vulnerabili a temperature dell’aria e dell’acqua più elevate e a correnti oceaniche calde che non esistevano nelle stesse quantità nei decenni passati. La sua frammentazione può diventare un indicatore precoce della salute dei ghiacciai antartici e del bilancio complessivo di massa dei ghiacci marini.
