Maturità in chiusura: ultime emozioni e riflessioni sugli esami che cambiano la vita.
La Cerimonia degli Esami: Tradizione o Formalità?
Un aspetto che suscita particolare perplessità è il crescente desiderio di imitare le celebrazioni delle lauree, già da tempo precedute da festeggiamenti immediati al termine della discussione della tesi. Quest’anno, nel liceo in cui insegno, molti studenti sono accompagnati da familiari muniti di mazzi di fiori e bottiglie di spumante. Appena chiusa la porta dell’aula, il suono dei tappi che saltano e i cori goliardici si fanno sentire. Vorrei far notare a questi ragazzi: “Ma perché festeggiate?”. Non aspettano nemmeno di conoscere il voto, dando per scontato che, alla fine, saranno tutti promossi.
Le statistiche parlano chiaro: le promozioni si attestano da decenni su percentuali che rasentano il 99.7% e il 99.9%. Sentire dire in TV che “quest’anno la percentuale dei promossi è aumentata” fa sorridere, considerando quanto questo non dia valore al vero sforzo degli studenti. L’esame non è più visto come una prova necessaria per il superamento del ciclo scolastico. Infatti, per i ragazzi, basta presentarsi e non copiare agli scritti per essere promossi. Anche se ci impegniamo come insegnanti a garantire valutazioni giuste, a volte ci ritroviamo a dover promuovere studenti il cui impegno sembra non meritare il diploma.
Questa situazione stimola una riflessione: perché allora i ragazzi festeggiano? Sembra che per loro l’esame sia solo una formalità. È chiaro che l’importanza del voto finale sia scesa, visto che dal 2015 questa cifra non influisce più sulla formazione delle graduatorie per l’accesso alle facoltà universitarie.
