Mercurio e crimine: il dramma dell’estrazione illegale nel fiume Nanay in Perù.
Analisi e Dati Sulla Mineralizzazione Illegale
La maggiore concentrazione di draghe minerarie nel bacino del fiume Nanay si trova tra le comunità di Puca Urco e Alvarenga. Secondo un’indagine condotta dalla FEMA Loreto, dal 2021 al 2025, sono state registrate 939 draghe, con 688 attive solo nel 2025. È emerso che l’estrazione mineraria illegale si verifica in 24 fiumi e torrenti della regione, colpendo 29 comunità indigene. Le stime indicano che 362,25 ettari sono stati compromessi dalle operazioni minerarie.
Le autorità hanno anche riscontrato un incremento dell’attività sessuale clandestina nelle vicinanze di Puca Urco, suggerendo una crisi sociale che ricorda situazioni simili in altre comunità indigene lungo i fiumi Cenepa e Santiago.
Impatti Ambientali e Sociali Sui Residenti
Un’analisi condotta dal CINCIA e dalla Società Zoologica di Francoforte ha rivelato che il 79% dei residenti di sette comunità presenti nei bacini dei fiumi Nanay e Pintuyacu presenta livelli di mercurio superiori al limite raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Poiché il mercurio è contaminato attraverso il pesce, l’emergenza sanitaria è allarmante: il fiume Nanay è la principale fonte d’acqua potabile per la città di Iquitos.
L’inquinamento non colpisce soltanto le comunità indigene. Manuyama ha evidenziato che pesci come il prochilodus e il dorado, contaminati, vengono consumati anche a Iquitos. Questa situazione potrebbe presentare gravi conseguenze per la salute pubblica.
Le risorse estratte illegalmente dal fiume generano profitti significativi: un grammo d’oro prelevato dai fiumi Nanay e Napo vale circa 87,50 dollari, con prezzi che raggiungono fino a 97 dollari a Iquitos. Queste cifre contribuiscono all’aumento dell’industria mineraria illegale, creando un ciclo vizioso di distruzione e degrado ambientale.
