Mona Khalil, attivista per le tartarughe in Libano, uccisa da un attacco aereo israeliano.
La guerra ha continuato a tormentare Mansouri. Durante il conflitto del 2006 tra Israele e Hezbollah, la sua casa ha subito gravissimi danni e ha perso parzialmente l’udito. In anni recenti, anche una pandemia ha avuto un impatto inatteso: le tartarughe sono tornate in numero maggiore. La mancanza di attività umana, malgrado le gravi circostanze, ha offerto un po’ di respiro a queste creature.
In tempi recenti, Mona si era allontanata dal lavoro pubblico, lasciando spazio a volontari più giovani. Costoro parlavano di lei come di una figura materna, formati dal suo esempio e dalla sua insistenza nel far capire che la spiaggia apparteneva a chi la abitava da tempo prima di loro. Ha contribuito a creare una zona protetta e ha trasformato una casa di famiglia in un luogo dove il legame tra le persone e le specie minacciate potesse essere rinforzato.
L’Ultimo Stridore della Guerra
Non ha mai pensato di lasciare la sua terra, neppure durante l’ultimo conflitto. Credeva che il suo status di civile le garantisse sicurezza. L’attacco ha colpito l’area della sua camera da letto. Dopo l’esplosione, è stata trasferita in un ospedale nel sud e poi a Beirut, dove i medici hanno fatto il possibile per salvarla. Gli amici sono rimasti nella casa danneggiata, insieme all’assistente ferito e alla spiaggia che Mona ha sempre cercato di proteggere.
Le tartarughe continueranno a tornare, ignare di ciò che è accaduto. Una femmina che ha nidificato lì decenni fa potrebbe ancora avvicinarsi a quella striscia di sabbia, pronta a scavare. Le uova avranno bisogno di protezione, fortuna e lontananza dai pericoli. Se il lavoro sarà stato fatto correttamente, saranno al sicuro dietro una griglia di metallo sistemata nella sabbia da qualcuno che Mona ha ispirato.
Fonti ufficiali:
Non perderti tutte le notizie di green su Blog.it
