Morto Marc Stalmans, ecologista pionieristico della rinascita faunistica del Gorongosa, a 66 anni.
Un Approccio Innovativo alla Ricerca e alla Conservazione
Per Stalmans, la scienza non era solo una serie di misurazioni distaccate, ma un mezzo per guidare l’azione. Durante una grave alluvione che colpì il parco nel 2019, analizzò campioni di letame e immagini satellitari per comprendere come gli erbivori si adattassero a una dieta cambiata. Le scoperte ottenute, come sottolineato dallo stesso Stalmans, erano cruciali per formulare strategie di “rewilding” e stabilire un giusto equilibrio numerico tra le specie. Credeva fermamente che la ricerca avesse valore solo se contribuiva a migliorare le decisioni dei gestori del parco.
Sotto la sua supervisione, Gorongosa divenne uno dei parchi meglio documentati d’Africa. Il Laboratorio di Biodiversità E.O. Wilson, inaugurato nel 2014, ha mappato quasi 8.000 specie, di cui circa 200 erano nuove per la scienza. Stalmans promosse la formazione di studenti mozambicani in ecologia, convinto che il futuro del parco dipendesse tanto dalle competenze locali quanto dal supporto esterno. Oggi, più di 100.000 grandi animali popolano il parco, un decennio dopo l’inizio di questo straordinario intervento.
In un paese segnato da conflitti, l’amore di Stalmans per la natura e il suo impegno per il ripristino della vita nel parco si riflettevano nella sua ammirazione per la Sterculia appendiculata, un albero che cresceva su cumuli di termiti. Questo simbolo rappresentava perfettamente la sua missione: far risorgere la vita lì dove sembrava perduta.
Per ulteriori informazioni, consultare le fonti ufficiali come il Gorongosa Project e Mongabay.
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