Muskoxen canadensi colpiti da nuove malattie e cambiamenti climatici: una doppia minaccia.
La Resilienza dei Cacciatori Inuit e il Loro Ruolo nella Sorveglianza
Quando arriva l’inverno nell’Artico canadese, i muskoxen abbandonano le valli per cercare rifugio su terreni più elevati, dove il vento spazza via la neve. Allen Niptanatiak, presidente dell’Organizzazione dei Cacciatori e dei Trapper di Kugluktuk, afferma in una videochiamata con Mongabay: “Lì andiamo a cercarli.” Gli Inuit cacciano principalmente le mucche e i tori più giovani, lasciando intatti gli animali da riproduzione. A temperature che si aggirano tra i -30° e i -35° Celsius, le generazioni più anziane e più giovani lavorano insieme per disossare e preparare la carne, celebrando i loro risultati con un grande pasto.
I muskoxen sono parte integrante dell’ecologia artica e, con il loro fitto manto lanoso, sono simbolo del Grande Nord. Quasi estinti a causa della caccia commerciale nei primi anni del 1900, la popolazione canadese ha iniziato a riprendersi dopo un divieto di caccia nel 1917, raggiungendo una stima di circa 108.600 individui negli anni ’90. Oltre il 70% di questa popolazione si trovava sulle isole Victoria e Banks, che insieme coprono un’area di quasi 290.000 chilometri quadrati.
