Nazioni dell’Asia sudorientale intraprendono un nuovo cammino verso la giustizia ambientale.
In questo contesto, la Commissione intergovernativa sui diritti umani dell’ASEAN (AICHR) ha avviato una serie di incontri in cui rappresentanti dei governi e della società civile hanno discusso il significato di questo diritto per i cittadini della regione. Questo processo è stato innovativo poiché ha visto per la prima volta la creazione di un gruppo di lavoro che ha incluso esperti e membri della società civile. Sebbene i governi abbiano mantenuto la parola finale, il contributo della società civile si riflette chiaramente nella Dichiarazione.
La Dichiarazione dell’ASEAN è pionieristica anche a livello globale, poiché per la prima volta si cerca di dettagliare tutti gli aspetti del diritto a un ambiente sano. Precedenti accordi regionali in Europa e in America Latina si sono concentrati principalmente sui diritti procedurali, mentre la Dichiarazione dell’ASEAN affronta anche gli aspetti sostanziali di questo diritto.
Un caso di giustizia ambientale ampiamente conosciuto nella regione è quello di cinque attivisti cambogiani di Mother Earth, incarcerati per aver difeso l’ambiente. Questo mette in evidenza la necessità di un impegno effettivo nella protezione di chi affronta le ingiustizie ambientali.
