Nepal: nuovo governo punta su entrate fiscali anziché sulla transizione verso l’energia pulita.
Aumento dell’adozione dei veicoli elettrici in Nepal a rischio
Il Nepal vanta il secondo tasso più alto di adozione di veicoli elettrici (EV) al mondo, ma una nuova proposta di aumento delle tasse governative sugli import di EV e sul consumo elettrico potrebbe compromettere questa transizione. Il governo sostiene che i benefici fiscali per gli veicoli elettrici degli ultimi dieci anni siano stati insostenibili e abbiano in gran parte avvantaggiato i compratori più benestanti in un paese dove la maggior parte delle persone non può permettersi un’auto di alcun tipo.
L’aumento della tassa potrebbe anche rallentare il passaggio delle famiglie dai fornelli a gas a quelli elettrici, con i critici che evidenziano che i costi dell’elettricità sono il fattore principale che predice questa transizione. Essi sostengono che il governo risparmierebbe molto di più accelerando questo passaggio e riducendo i sussidi al gas piuttosto che incassare dalle nuove tasse. La nuova politica ha anche messo in luce divisioni all’interno dello stesso governo: il ministro dell’Energia ha sostenuto una strategia pro-consumo pochi giorni prima dell’annuncio della tassa; ingegneri hanno contestato pubblicamente le avvertenze del primo ministro riguardo al sovraccarico della rete elettrica; e funzionari hanno già fatto intendere che potrebbero aumentare le aliquote dal 5% fino al 13%.
Le sfide del governo nepalese
Quando Balendra Shah è salito al potere come nuovo primo ministro del Nepal a marzo, dopo una vittoria schiacciante per il suo partito, ha ereditato una crisi energetica causata dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Il suo governo si è trovato di fronte a una scelta cruciale: accelerare la transizione verso l’energia pulita o rafforzare le finanze pubbliche necessarie per sostenerla. Nella politica fiscale del 29 maggio, il governo ha scelto la seconda opzione.
Il Nepal importa combustibili fossili per un costo annuale di 300 miliardi di rupie (circa 2 miliardi di dollari), di cui 9 miliardi di rupie (59,5 milioni di dollari) sono destinati ai sussidi per il gas da cucina. Sull’altro fronte, quasi tutta l’elettricità della rete proviene dall’idroelettrico, tanto da esportare il surplus in India e Bangladesh durante la stagione delle piogge. Il Nepal occupa il secondo posto a livello globale per le vendite di veicoli elettrici, con una stima che prevede che gli EV rappresenteranno il 73% delle vendite di auto nuove nel 2025, grazie a tasse d’importazione più basse rispetto ai veicoli a motore a combustione interna (ICE).
La nuova amministrazione giustifica la necessità di aumentare le entrate per finanziare gli aggiornamenti della rete elettrica, essenziali per la transizione verso l’energia pulita. Tuttavia, analisi indipendenti evidenziano come la logica sia contraria: le entrate fiscali generate dalla tassa potrebbero essere inferiori ai risparmi in sussidi al gas se la tassa incoraggiasse invece le famiglie a passare ai fornelli elettrici.
Le implicazioni dell’aumento delle tasse
Nella sua prima esposizione di bilancio, il ministro delle Finanze Swarnim Wagle ha annunciato un’imposta sul valore aggiunto (IVA) del 5% per gli utenti di elettricità a consumo elevato e nuove tasse sugli import di veicoli elettrici. Il primo ministro ha affermato di avere bisogno di fondi per rafforzare il sistema di trasmissione elettrica, sottolineando l’importanza di questa misura. Questa scelta segna un cambiamento rispetto alla politica sostenuta negli ultimi vent’anni da governi successivi e, addirittura, dal partito di Shah, il Rastriya Swatantra Party, nel suo manifesto elettorale di marzo.
L’Autorità Elettrica del Nepal (NEA) ha riconosciuto nel suo rapporto annuale 2024-2025 che “l’ammontare di investimenti necessari per affrontare queste sfide supera di gran lunga il surplus di cassa operativo della NEA”. Quindi, è evidente che il governo non può più permettersi di rinunciare alle entrate degli import di veicoli elettrici, dati i forti legami con i dazi d’importazione.
Le analisi hanno dimostrato che gli incentivi per l’adozione degli EV sotto il precedente governo hanno perlopiù avvantaggiato consumatori facoltosi. In un paese dove il reddito pro capite è inferiore a 1.500 dollari, la proprietà di veicoli è fuori portata per la maggior parte delle famiglie.
Le dichiarazioni del governo si sono scontrate con l’industria, con esperti che affermano che una tassa sul consumo elevato non costituisce una barriera all’adozione di massa ma colpisce solo chi già può permettersi tali spese. Inoltre, la sfida della rete elettrica resta reale, dato che la capacità totale installata ha raggiunto 3.591 MW entro la fine dell’anno fiscale 2024-2025, mentre la domanda punta a crescere ulteriormente.
L’aumento delle tasse ha sollevato una forte opposizione sia tra i diritti dei consumatori che nel settore energetico, suggerendo che la strategia del governo potrebbe non migliorare il passaggio a fonti energetiche più pulite, nonostante l’intento apparente di modernizzare l’infrastruttura elettrica.
La proposta di tassazione ha attirato l’attenzione del pubblico, in particolare tra coloro che già utilizzano elettrodomestici elettrici. Per esempio, Ratna Paudel, residente a Tilottama, ha dichiarato che “la nuova tassa mi costerà 400 rupie [$2.60] in più ogni mese”, vedendo così l’implementazione di questa tassa come un carico in più e un enigma che potrebbe ostacolare l’uso di energia elettrica.
Al momento, persistono dubbi sull’efficacia della nuova tassa e sull’impatto che potrebbe avere sulla transizione energetica del Nepal. Prevedere un equilibrio tra le necessità fiscali e la promozione di fonti di energia pulita rimane una delle sfide più grandi per il governo nepalese.
Fonti:
- Nepal Electricity Authority (NEA) – Rapporto annuale 2024-2025
- Ministero delle Finanze del Nepal
- Istituto per gli Studi di Sviluppo Integrato, Pubblicazione Marzo 2025
