Nuovo studio analizza rischi e lacune nella geoingegneria degli ecosistemi marini.
Rischi e Opportunità del Geoengineering Marino
Uno studio recente ha analizzato i rischi legati ai vari approcci di geoengineering marino, focalizzandosi in particolare sui metodi di rimozione del carbonio nell’ambiente marino (mCDR) e sulle tecnologie di modifica della radiazione solare (SRM). I risultati hanno rivelato che certi approcci presentano rischi inferiori rispetto ad altri. Ad esempio, l’incremento dell’alcalinità oceanica attraverso metodi elettrochimici e la conservazione anossica della biomassa terrestre negli abissi oceanici, come i residui delle colture, si sono dimostrati meno rischiosi rispetto ad alcune tecniche di rimozione del carbonio che prevedono l’aggiunta di nutrienti nell’acqua di mare per promuovere la crescita del fitoplancton.
È fondamentale rafforzare i modelli predittivi, aumentare i test sul campo e instaurare un’adeguata regolamentazione del geoengineering per valutare appieno gli impatti sui ecosistemi marini. Le paure del pubblico riguardo ai test sul campo devono essere affrontate per creare una base solida per future innovazioni.
