Opposizione alla didattica a distanza in Iran: il Ministro si schiera contro la guerra.
Le ragioni del rimanere in presenza
Proseguendo in questa direzione, la Rete della scuola in presenza ha descritto come “gravissimo” il fatto che, davanti alle difficoltà economiche causate da un conflitto internazionale, si stia pensando di sacrificare l’educazione. Tale situazione è vista come inaccettabile non solo dal punto di vista educativo, ma anche culturale e civile.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, aveva inizialmente mostrato una certa apertura verso la Dad per affrontare il costo della vita, ma ha poi chiarito: “Abbiamo solo evidenziato i rischi derivanti dalla guerra. La scuola non dovrebbe mai sospendere le lezioni in presenza. Se dovesse accadere, dovrebbe essere l’ultimo settore a farlo.”
Pacifico ha anche suggerito che, se necessario, si possono organizzare riunioni collegiali online per garantire la continuazione delle attività scolastiche in presenza. “Resta chiaro – ha aggiunto – che se ci sarà un aumento del costo del carburante, chi lavora lontano da casa, dovendo percorrere quotidianamente grandi distanze, deve ricevere dei ristori.”
