Pedagogia della lumaca: diritti dell’infanzia tra ozio, sporcizia e dialogo.
L’urgenza della Pedagogia della Lumaca
Zavalloni propone un cambiamento di paradigma nel modo in cui concepiamo l’educazione, sostenendo che il diritto all’ozio è cruciale per lo sviluppo emotivo dei bambini. In un mondo in cui ogni momento della loro vita è programmato e pieno di stimolazioni, è fondamentale permettere ai minori di vivere momenti di inattività, dove possano esplorare il mondo con calma.
Il “Diritto a sporcarsi” e il “Diritto agli odori” rappresentano un legame inscindibile con la nostra realtà corporeo-sensoriale, essenziali per un apprendimento autentico. Non si tratta di banali provocazioni, ma di richieste legittime per un’interazione profonda con l’ambiente.
Giocare con la terra, toccare e annusare sono attività che non solo divertono, ma favoriscono lo sviluppo cognitivo e un sano rapporto con il mondo. Una scuola che teme il contatto fisico priva i bambini di esperienze fondamentali, rendendoli incapaci di riconoscere e affrontare la complessità della vita.
Il diritto all’uso delle mani (Art. 5), che implica attività pratiche come piantare chiodi o accendere un fuoco, è essenziale per riscoprire il valore delle competenze manuali. In un’era dominata da competenze verbali e digitali, l’importanza del “saper fare” deve essere rivalutata. I bambini devono imparare a conoscere il mondo attraverso la materia e l’azione.
