Piano del Cile per proteggere il 10% degli oceani bloccato dal nuovo governo.

Piano del Cile per proteggere il 10% degli oceani bloccato dal nuovo governo.

Piano del Cile per proteggere il 10% degli oceani bloccato dal nuovo governo.

Rallentamento dell’espansione dei parchi marini in Cile

L’espansione di due vasti parchi marini nel Pacifico vicino al Cile è stata sospesa per sei settimane, lasciando in attesa la protezione di circa 337.000 chilometri quadrati di oceano.

L’ex presidente Gabriel Boric aveva firmato, il 10 marzo, un decreto per la creazione dei parchi marini Juan Fernández II e Nazca-Desventuradas II, l’ultimo giorno del suo mandato. Questi parchi avrebbero offerto una protezione di circa il 10% della zona economica esclusiva del Paese. Tuttavia, il presidente successivo, José Antonio Kast, ha deciso di sospendere il decreto il primo giorno del suo insediamento, nell’ambito di una revisione più ampia delle misure ambientali.


Preoccupazioni delle comunità locali e delle associazioni di conservazione

La sospensione ha generato preoccupazione tra le comunità locali e i gruppi di conservazione. Max Bello, esperto di politiche oceaniche della Blue Marine Foundation, ha dichiarato: “Siamo ovviamente preoccupati per quanto tempo ci vuole.” Secondo Bello, ci sono forti pressioni da parte di interessi di pesca, in particolare dalle attività di pesca spada semi-industriali, che sono altamente illegali e insostenibili.

Il decreto firmato da Boric prevede livelli massimi di protezione marina, consentendo solo la ricerca scientifica e il turismo, mentre vieta tutte le attività estrattive, inclusi i vari tipi di pesca. Tuttavia, la pesca artigianale è consentita nell’area costiera a uso multiplo che circonda direttamente l’arcipelago di Juan Fernández.

La preoccupazione principale è che le protezioni per Juan Fernández II e Nazca-Desventuradas II possano essere indebolite. “Sarebbe veramente pericoloso, deplorevole e preoccupante,” ha aggiunto Bello.


Il punto di vista del Ministero dell’Ambiente cileno

Il Ministero dell’Ambiente del Cile ha comunicato alla Blue Marine Foundation che la sospensione è parte di una revisione di routine e che procedere con il provvedimento rimane una priorità. Tuttavia, il ministero non ha fornito un commento diretto alle richieste di Mongabay.

I nuovi parchi marini andrebbero ad affiancarsi ai due già esistenti, coprendo insieme circa 562.000 km², una superficie equivalente a un terzo di quella del Messico. Questo aumento di area protetta potrebbe rivelarsi cruciale per la biodiversità della regione.

L’area in questione è habitat di specie rare, tra cui il leone marino di Juan Fernández (Arctocephalus philippii), l’aragosta di Juan Fernández (Jasus frontalis) e un polpo endemico (Octopus crusoe). Nessuna di queste specie è attualmente minacciata di estinzione, grazie a decenni di sforzi di conservazione da parte delle comunità locali.


L’importanza biologica della regione

Come ha affermato Julio Chamorro Solís, presidente dell’Organización Comunitaria Funcional Mar de Juan Fernández: “Viviamo in un tesoro biologico e vogliamo proteggerlo e preservarlo per le generazioni future.” Questa regione è particolarmente importante poiché vanta uno dei tassi più elevati di specie endemiche al mondo, superiori a quelli delle Isole Galápagos o delle Hawaii. Si stima che l’87% dei pesci di Juan Fernández e il 72% di quelli delle isole Nazca-Desventuradas siano specie endemiche.

Nel gennaio 2026, il trattato sui mari aperti ha stabilito una cornice per proteggere il 30% delle acque e delle terre del mondo entro il 2030. Attualmente, circa il 10% degli oceani è protetto. Se i nuovi parchi marini dovessero procedere, il Cile si unirebbe a Palau come uno dei pochi Paesi a proteggere sostanzialmente più della metà delle proprie zone economiche esclusive.

Queste informazioni evidenziano l’importanza di monitorare l’evoluzione della situazione e fare pressione affinché le misure di protezione vengano rispettate e implementate.

Fonti ufficiali:

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