Pirateria audiovisiva: danno da 2,3 miliardi al Sistema Paese secondo studio FAPAV/Ipsos Doxa

Pirateria audiovisiva: danno da 2,3 miliardi al Sistema Paese secondo studio FAPAV/Ipsos Doxa


Riduzione della pirateria tra i giovani e percezione del fenomeno

Tra i più giovani, il calo dell’incidenza della pirateria è ancora più significativo. Nel 2025, il 37% degli adolescenti tra i 10 e i 14 anni ha commesso almeno un atto di pirateria audiovisiva, una percentuale record in diminuzione rispetto al 40% del 2024 e al 45% del 2023. Anche tra gli adulti si evidenzia un calo: il 37% ha piratato contenuti almeno una volta nell’anno precedente, con una diminuzione degli atti del 9% rispetto al 2023, stimati in 290,6 milioni complessivi.

Nonostante il decremento, la percezione della gravità della pirateria rimane ambivalente. Circa il 60% degli adulti ritiene questo comportamento serio e degno di sanzioni legali, ma solo il 48% di chi pratica la pirateria riconosce la reale gravità delle proprie azioni, mentre il 42% le sottovaluta. Nel gruppo di utenti che utilizzano IPTV illegali, il 72% è consapevole dei danni economici e sociali provocati da tali pratiche. Inoltre, più della metà degli italiani (56%) è informata sul collegamento tra pirateria audiovisiva e circuiti criminali organizzati.

Rilevante è anche il dato sulla consapevolezza della normativa: a due anni dall’entrata in vigore della nuova legge antipirateria, il 71% degli adulti conosce la sua esistenza e il 62% ne riconosce l’efficacia nel ridurre gli illeciti. Questi risultati si riflettono sulla diminuzione degli atti pirata, soprattutto tra chi ha avuto accesso alle informazioni sulle misure legali e le sanzioni applicate. La paura di essere scoperti sta diventando un deterrente sempre più importante.

La maggiore consapevolezza dei rischi associati alla pirateria si osserva in particolare tra gli adolescenti: il 60% di loro ritiene probabile essere scoperto e punito, una percentuale superiore a quella degli adulti. Tra i rischi più temuti spiccano l’infezione da virus o malware (36% degli adulti ha sperimentato queste conseguenze), l’identificazione da parte delle forze dell’ordine (34%), il furto di dati personali (33%) e di informazioni finanziarie sensibili (25%).

Dal punto di vista tecnologico, il Piracy Shield, la piattaforma istituita da AGCOM per il blocco rapido dei siti illeciti che trasmettono contenuti in diretta o in anteprima, è ritenuta efficace dal 70% degli adulti e addirittura dal 77% di chi frequenta contenuti sportivi piratati. I risultati operativi sono significativi: in un solo anno i siti oscurati sono aumentati di oltre un terzo, superando la soglia dei 100mila (fonte AGCOM).

Lo studio evidenzia inoltre come il fenomeno si distribuisca nelle diverse categorie di contenuti audiovisi. Tra gli adulti, i film restano i contenuti più piratati con il 28%, seguiti da serie e fiction (23%), programmi televisivi (19%) e sport live (14%). Da segnalare una lieve flessione nella pirateria sportiva, che scende al 14% dopo anni di crescita costante (fonte FAPAV/Ipsos Doxa).

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