Prima di punire i ragazzi, riflettiamo sull’assenza degli adulti nel loro percorso.
Il Pacchetto “Anti-Maranza” e le Misure Adottate dal Governo
Recentemente, Alessandro Prisciandaro, presidente nazionale APEI, ha condiviso informazioni sulle nuove norme approvate dal Consiglio dei Ministri, conosciute come pacchetto “anti-maranza”. Questa iniziativa si propone di affrontare il crescente disagio giovanile attraverso l’adozione di fermo preventivo, divieti di aggregazione e una presunzione di imputabilità per i minorenni. Tuttavia, la mancanza di professionisti e risorse nelle scuole e nei servizi educativi continua a destare preoccupazione.
Ogni volta che si verifica un reato grave da parte di un giovane, il dibattito pubblico si concentra spesso sulla necessità di pene più severe, relegando in secondo piano questioni fondamentali come il ruolo delle scuole, dei servizi territoriali e delle famiglie. È cruciale analizzare dove siano state queste istituzioni nei mesi e anni precedenti a tali eventi.
Il pacchetto “anti-maranza” risponde alla violenza giovanile con una maggiore enfasi sugli strumenti di polizia e sul diritto penale. Misure come il fermo preventivo esteso ai minorenni e la presunzione di colpevolezza per ragazzi tra i 14 e i 18 anni sollevano interrogativi sulla loro efficacia e giustizia. Il Governo sostiene che l’età di imputabilità resta fissata a 14 anni, ma il nuovo disegno di legge modifica il punto di partenza del giudizio, introducendo una presunzione di capacità di intendere e volere che potrebbe non rispecchiare la realtà degli adolescenti.
