Prolungamento QT: di cosa si tratta e quali sono i fattori scatenanti
Il cuore genera un segnale elettrico che determina la contrazione del muscolo cardiaco, visibile sull’ECG come cinque onde distinte: P, Q, R, S e T. In particolare, le onde da Q a T rispecchiano la fase di ricarica elettrica del ventricolo dopo la contrazione. La sindrome del QT lungo (LQTS) è un disturbo raro, congenito o acquisito, caratterizzato da un prolungato tempo di ripolarizzazione ventricolare, evidenziabile con un QT corretto superiore a 440 millisecondi negli uomini e 460 nelle donne durante un ECG a riposo.
Questa condizione è legata a malfunzionamenti nei canali ionici delle cellule cardiache, che regolano il flusso di ioni come sodio, calcio e potassio. Tali alterazioni rallentano il recupero elettrico e possono causare aritmie cardiache pericolose per la vita.
La LQTS può assumere diverse forme, tra cui le varianti più comuni sono LQT1, LQT2 e LQT3, quest’ultima associata a un rischio maggiore di aritmie ventricolari gravi. Alcune sindromi correlate sono la sindrome di Jervell e Lange-Nielsen e la sindrome di Romano-Ward.
