Promesse non mantenute per l’aria pulita in Sudafrica danneggiano la salute pubblica.
Questo scenario non è isolato. La città di eMalahleni, che significa “luogo di carbone,” è situata nel cuore della Highveld Priority Area (HPA), un’area identificata nel 2007 come prioritaria per la lotta contro l’inquinamento atmosferico. I rapporti recenti suggeriscono che l’aria in queste aree è “pericolosamente inquinata,” esponendo i residenti a rischi elevati di malattie complesse, come malattie cardiovascolari e tubercolosi.
La lotta per l’aria pulita
Attivisti come John Mthembu, co-fondatore del Vukani Environmental Movement (VEM), stanno intraprendendo azioni legali per costringere il governo e le aziende industriali ad adottare e applicare standard di emissione più severi. La HPA ha visto oltre 20 anni di inquinamento dell’aria che supera gli standard nazionali, e i residenti come Mthembu affermano che le minacce per la loro salute sono palpabili. I residenti sono riluttanti a parlare per paura di ritorsioni. Molti soffrono in silenzio, compromettendo la loro qualità della vita.
Le misure necessarie per il cambiamento
La situazione è complicata dalla dipendenza dell’industria energetica sudafricana dal carbone, che impiega circa 85.000 persone. Un piano per la transizione energetica prevede la chiusura di 8.4 GW di produzione di carbone entro il 2030, ma raggiungere tale obiettivo è incerto. La mancanza di azioni concertate indica che i piani per ridurre le emissioni potrebbero fallire.
Dall’inizio del 2025, il governo ha implementato un nuovo Piano di Gestione della Qualità dell’Aria per la HPA, mirando a ridurre le emissioni di tutte le fonti industriali e di generazione energetica del 40% entro il 2030. Questo piano include misure per controllare gli inquinanti, come SO₂, PM10 e PM2.5.
