Quando la natura rappresenta un rischio per la sicurezza e la nostra vita quotidiana.

Quando la natura rappresenta un rischio per la sicurezza e la nostra vita quotidiana.

I Rischi dei Sistemi Ecosistemici

Al centro di questa valutazione c’è il concetto di rischio a cascata. Gli ecosistemi sono fondamentali per la produzione alimentare, la disponibilità di acqua, la regolazione del clima e il controllo delle malattie. Quando questi iniziano a deteriorarsi, gli effetti raramente rimangono locali. Un fallimento delle colture in una regione può avere ripercussioni sui mercati globali. La scarsità d’acqua può destabilizzare stati fragili e le epidemie infettive possono diffondersi rapidamente attraverso società interconnesse. Questa valutazione sottolinea che la perdita di biodiversità non deve essere vista come un problema ambientale isolato, ma come un moltiplicatore di stress sociali, economici e politici esistenti.

Il rapporto identifica vari percorsi attraverso i quali il degrado degli ecosistemi può tradursi in rischi per la sicurezza:

  1. Incertezza alimentare e idrica: Il degrado del suolo, delle risorse ittiche e delle popolazioni di impollinatori riduce i raccolti e aumenta la volatilità nei mercati alimentari globali. Il Regno Unito importa circa il 40% del proprio cibo e dipende pesantemente dalle catene di approvvigionamento estere per prodotti freschi, mangimi animali e fertilizzanti. Le interruzioni nelle principali regioni produttrici potrebbero far aumentare i prezzi e limitare l’accesso, particolarmente per le fasce più vulnerabili della popolazione.

  2. Pressioni migratorie: L’insicurezza alimentare e il declino dei mezzi di sussistenza nelle zone rurali sono già fattori importanti che guidano la migrazione in parti dell’America Centrale, Africa e Asia. La valutazione indica evidenze che anche piccoli incrementi nell’insicurezza alimentare possono determinare aumenti sproporzionati nei flussi migratori, con conseguenze potenzialmente destabilizzanti per le politiche regionali e internazionali.

  3. Conflitti e crimine organizzato: La scarsità crea opportunità. La competizione per terre, acqua, risorse ittiche e minerali potrebbe esacerbare conflitti esistenti o generarne di nuovi. Gruppi di crimine organizzato e attori armati non statali potrebbero sfruttare tali carenze per alimentare mercati neri, traffico di esseri umani e cattura di risorse, erodendo ulteriormente la governance negli stati vulnerabili.

  4. Rischio pandemico: Con il degrado degli ecosistemi e il contatto ravvicinato fra specie e umani, la probabilità di trasmissione di malattie zoonotiche aumenta. Associato a una mobilità crescente e sistemi sanitari già stressati, ciò alza il rischio di epidemie con conseguenze globali.


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