Scoperto un proboscide in Thailandia: aumentano le prove sul traffico illecito transfrontaliero.
Un caso raro di traffico di fauna selvatica
Il 6 gennaio, i residenti della provincia di Samut Sakhon si sono imbattuti in una scimmia dai colori bruni e con un ventre prominente, ben diversa dalle scimmie comuni nella zona. Veterinari della Department of National Parks, Wildlife and Plant Conservation (DNP) in Thailandia hanno confermato che si trattava effettivamente di una scimmia nasica, un evento senza precedenti per la loro esperienza. Il centro di riabilitazione di Ban Pong ha accolto quest’animale, il primo scimmia nasica trattato nella loro struttura.
“È stata una scoperta sorprendente,” ha dichiarato Krishnapong Oncharoen, capo dell’unità di protezione della fauna selvatica. Le scimmie nasiche sono incluse nell’Appendice I della Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione (CITES), che vieta il commercio internazionale, eccetto per scopi molto specifici.
Le indagini sull’origine della scimmia hanno portato alla conclusione che fosse stata introdotta illegalmente nel paese, poiché non ci sono registrazioni del suo importo nella banca dati CITES. Tom Taylor, rappresentante della Wildlife Friends Foundation Thailand, ha descritto la situazione come “scioccante”, vista la rarità della specie in cattività.
