Se l’educazione sessuale è esclusa, perché studiare Manzoni e Ariosto?
Oltre a Manzoni e Ariosto, Valeri suggerisce che una miriade di autori della nostra tradizione letteraria potrebbe essere inclusa in questa riflessione. Scrittori come Machiavelli, oltre a “La Mandragola”, hanno prodotto opere che invitano a riflettere sulla natura umana e sulla sessualità, ma la loro complessità è spesso trascurata. Se si decidesse di eliminare l’educazione sessuale dai programmi scolastici, come si intende fare, ci si troverebbe quindi a privare gli studenti di risorse culturali inestimabili.
In questo contesto, la Valeri avanza un’interessante provocazione: se l’Educazione sessuale viene esclusa dalle scuole, perché non eliminare anche i testi di autori classici che affrontano la sessualità e la violenza? Non possediamo giustificazioni valide per escludere questi temi dalla formazione culturale delle nuove generazioni. L’assenza di tali discussioni alimenterebbe infatti l’ignoranza e perpetuerebbe stereotipi dannosi.
È quindi fondamentale dare spazio all’Educazione sessuale e affettiva nei programmi scolastici, non solo come disciplina, ma come un modo per equipaggiare i giovani con gli strumenti necessari per affrontare questioni complesse e significative. Solo attraverso una trattazione aperta e onesta, supportata da riferimenti letterari storici e moderni, potremo sperare di formare adulti consapevoli e responsabili.
