Società malata: la cura va oltre la scuola e richiede un impegno collettivo.
Raoul Vaneigem, trent’anni fa, sottolineava l’importanza di “aumentare il numero di insegnanti e diminuire il numero di allievi per classe, affinché ciascun alunno possa ricevere un’attenzione personalizzata” (La scuola è vostra, Marco Tropea Editore, 1996, p.66). È in atto un cambiamento profondo, e la visione generale, a partire dai governanti, sembra marcescente. Si parla già di una “scuola diffusa,” ma è fondamentale che le menti siano pronte a questo cambiamento e che le azioni vengano attuate immediatamente.
È giunto il momento di smettere di dividerci o di fornirci consigli superficiali; dobbiamo unirci per costruire una società nuova e giusta. Dobbiamo manifestare collettivamente per pretendere l’attuazione dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione. La scuola non può essere un luogo isolato dalle problematiche della società, ma deve diventare un vero e proprio laboratorio di riforma e giustizia sociale.
Investire nella scuola pubblica significa investire nel futuro delle nuove generazioni. Solo attraverso una comunità educante coesa, preparata e appassionata possiamo garantire un’istruzione di qualità per tutti.
Fonti: Università Milano-Bicocca, Public Education Network.
Non perderti tutte le notizie di Scuola e Università su Blog.it
