Strategie innovative dei minatori illegali nel territorio Yanomami dell’Amazzonia.

Pubblicato il da Luigi Salemi - Green

Strategie innovative dei minatori illegali nel territorio Yanomami dell’Amazzonia.

Minatori illegali nel territorio indigeno Yanomami in Brasile

I minatori illegali stanno adattando le loro strategie nel territorio indigeno Yanomami, in Brasile, mentre le autorità cercano di rimuovere gli occupanti abusivi dalla vasta foresta amazzonica. Recenti studi mostrano un cambiamento significativo nel comportamento dei minatori, che ora operano in piccoli gruppi e si allontanano dalle aree di facile accesso, come le piste di atterraggio, spingendosi più in profondità nella foresta amazzonica e cercando rifugi lungo i confini con il Venezuela.

Riduzione dell’attività mineraria e le sue conseguenze

Grazie a un’operazione condotta dal governo, l’attività mineraria illegale nel territorio Yanomami ha registrato una diminuzione notevole. Indigeni e autorità affermano che, sebbene le operazioni di estrazione siano abbassate, restano delle preoccupazioni riguardo alla salute delle popolazioni indigene isolate. Secondo dati forniti dall’ONG Instituto Socioambiental (ISA) e Amazon Conservation, nel 2024 e 2025 sono stati colpiti 129 ettari di foresta, rispetto ai circa 1.800 ettari del 2022.

Un report ha rilevato che sebbene vi siano state “riduzioni significative” nelle aree deforestate, l’attività mineraria non è stata completamente eliminata. I minatori hanno proceduto a decentralizzarsi e a concentrarsi nelle zone di confine per evitare i controlli.

L’approccio del governo e le sfide rimanenti

Il governo brasiliano, sotto la guida del presidente Luiz Inácio Lula da Silva, ha dichiarato un’emergenza sanitaria a causa della diffusione di malattie e inquinamento da mercurio nelle acque. Le operazioni avviate nel 2023 hanno portato a un calo del 99% nell’apertura di nuove aree minerarie. Tuttavia, i minatori continuano a trovare modi per operare in piccoli gruppi, spostandosi più lontano dai controlli visibili.

Il coordinatore della Casa del Governo in Roraima, Nilton Tubino, ha parlato di una “resistenza” dei minatori in alcune aree, facendo presente che altre operazioni porteranno a un aumento delle difficoltà per i minatori stessi.

Figure chiave e misure di controllo

Nel periodo successivo all’istituzione della Casa del Governo nel 2024, sono state effettuate più di 10.000 azioni di enforcement, portando alla confisca di oltre 249 chilogrammi d’oro e 907 accampamenti minerari. Questa operazione ha mostrato risultati evidenti, ma non ha completamente debellato l’attività illegale.

Estêvão Benfica Senra, geografo dell’ISA, ha confermato che gli accampamenti minerari più visibili sono stati eradicati, ma le nuove tattiche hanno portato a un’attività mineraria più frammentata, con i minatori che fanno fronte a costi molto elevati per mantenere le loro operazioni. Un litro di carburante, vitale per le attrezzature, costosissimo per quanto riguarda i trasporti si calcola che in territorio indigeno costi ben 70 reais, mentre a Boa Vista il prezzo è notevolmente più basso.

Rischi per le popolazioni indigene

La zona in cui vivono gli Yanomami comprende anche popoli isolati, come i Moxihatëtëma Thëpe, la cui popolazione è stimata tra i 75 e i 100 individui. La presenza di minatori illegali nei pressi di queste comunità rappresenta un rischio elevato per la loro salute e sicurezza, poiché è stato dimostrato che l’attività mineraria è associata a un aumento dei casi di malaria.

Seppur ci siano state riduzioni significative nella trasmissione di malaria nel territorio, le radici dell’attività mineraria illecita rimangono una causa di preoccupazione. L’intervento del governo ha avuto un effetto positivo, ma la comunità continua a richiedere il mantenimento di monitoraggi costanti per proteggere le loro terre e la loro salute.

Il Ministero della Salute ha riportato una riduzione consistente della trasmissione della malaria e un abbattimento significativo dei decessi, dimostrando quanto la situazione stesse deteriorandosi durante il governo di Bolsonaro. Le politiche pro-mining avevano portato a un incremento dei decessi per malnutrizione e malaria.

La lotta per la terra e la salute

In sintesi, la lotta contro l’attività mineraria illegale nel territorio Yanomami è una questione complessa che mette in gioco la sicurezza, la salute e la cultura delle popolazioni indigene. La continua pressione dei minatori illegali rappresenta una sfida non solo per il governo, ma anche per la vita stessa delle comunità indigene. L’obiettivo rimane il mantenimento della sovranità delle terre ancestrali e la salvaguardia della salute e del benessere delle popolazioni che vi abitano.

Fonti ufficiali

Ogni azione intrapresa dai governi e dalle ONG è cruciale per garantire un futuro migliore agli Yanomami e alle altre comunità indigene esposte.

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