Venezia e la laguna minacciate dallo tsunami biologico delle specie invasive.

Venezia e la laguna minacciate dallo tsunami biologico delle specie invasive.

Venezia e la laguna minacciate dallo tsunami biologico delle specie invasive.

Il cambiamento climatico minaccia Venezia e la sua laguna

La storica città di Venezia e la sua laguna stanno vivendo un’epoca di grandi sfide a causa del cambiamento climatico. L’innalzamento del livello del mare si configura come una minaccia concreta per il patrimonio culturale e naturale di quest’area, aggravata da un trend di crescita delle acque che perdura da decenni.

La laguna di Venezia è considerata uno degli ecosistemi umidi più significativi d’Europa. Tuttavia, la sua fragilità la rende estremamente vulnerabile ai cambiamenti ambientali. Come ha affermato il professor Stefano Caserini, esperto di cambiamenti climatici, “è imperativo adottare misure tempestive per affrontare le sfide legate al riscaldamento globale, altrimenti Venezia rischia di diventare un ricordo del passato”.

Le barriere contro l’acqua alta e le specie invasive

Nonostante i sistemi di protezione come il Mose siano stati progettati per contrastare le maree eccezionali, gli esperti avvertono che l’inefficienza potrebbe aumentare in futuro a causa del continuo innalzamento del livello del mare e delle condizioni climatiche estreme.

Oltre a questo, un’altra preoccupazione crescente riguarda la salute delle acque salmastre. Negli ultimi anni, la laguna ha visto la proliferazione di una specie aliena chiamata noce di mare (Mnemiopsis leidyi). Questo organismo invasivo è in grado di rimanere pericolosamente presente nel Mar Adriatico da quasi un decennio. Un recente studio pubblicato su Estuarine, Coastal and Shelf Science, condotto da ricercatori dell’Università di Padova e dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, ha mostrato come le condizioni di temperatura e salinità stiano favorendo la crescita di questa specie pericolosa.

La noce di mare è un predatore efficace di zooplancton, uova e larve di pesce, elementi fondamentali alla base della catena alimentare locale. La sua diffusione potrebbe compromettere severamente la riproduzione delle specie autoctone, alterando l’equilibrio ecologico della laguna.

Impatto sull’economia locale e sulla pesca

La massiccia presenza della noce di mare sta causando crescenti difficoltà per i pescatori locali. Questi organismi invadenti intasano le reti, rendendole pesanti e difficili da usare. Secondo osservazioni basate su campagne di campo, si stima che le reti possano risultare occupate da Mnemiopsis leidyi per oltre il 50% del loro peso totale. Le conseguenze per la produttività e il guadagno dei pescatori sono significative.

In aggiunta alla noce di mare, un altro invasore alieno sta trasformando l’ecosistema del Nord Adriatico: il granchio blu gigante (Callinectes sapidus). Originario della costa atlantica degli Stati Uniti, questo granchio sta replicando rapidamente la sua popolazione, grazie anche alle temperature più elevate delle acque. Questa specie non ha predatori naturali nel Mediterraneo, costituendo così una minaccia per le tradizionali pescate e per la biodiversità locale. I granchi blu predano vongole e cozze, e con le loro potenti chele danneggiano le reti da pesca, aumentando così i costi per i pescatori.

Risposte e soluzioni per la sostenibilità

È evidente che esiste la necessità di strategie di gestione per affrontare l’espansione di specie invasive come la noce di mare e il granchio blu. Le autorità regionali, insieme alle comunità di pescatori, stanno esplorando varie soluzioni. Tra queste, il “Blue Crab Action Plan” in Veneto mira a mappare le popolazioni di granchio blu e a monitorare gli habitat attraverso modelli predittivi che possano aiutare a pianificare misure di contenimento.

In parallelo, si sta discutendo sull’opportunità di valorizzare commercialmente il granchio blu, promuovendone il consumo come forma di controllo biologico, senza alterare le tradizioni culinarie locali. La chef veneta Laura Ravaioli ha dichiarato: “Possiamo trovare un equilibrio tra sfruttamento sostenibile e conservazione delle nostre tradizioni culinarie.”

Un ecosistema in pericolo tra sfide e opportunità

La Laguna di Venezia rappresenta un ecosistema unico al mondo, interconnesso con la cultura e le attività umane da secoli. Cambiamenti climatici, specie invasive e pressioni antropiche sono sfide imponenti per questo delicato equilibrio. Come sottolineato da Frédéric Le Roy, esperto di sostenibilità, “ogni sforzo deve essere rivolto alla salvaguardia della biodiversità e delle tradizioni locali, il tutto mantenendo un approccio sostenibile nel lungo periodo.”

Per tutelare la biodiversità, le tradizioni e l’economia locali, è fondamentale sviluppare misure di adattamento adeguate che contemperino l’equilibrio ecologico con le esigenze delle comunità del territorio. Fonti ufficiali, come il WWF e il Ministero della Transizione Ecologica, supportano la necessità di interventi tempestivi per garantire un futuro sostenibile alla laguna e ai suoi abitanti.

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