2 Giugno: celebriamo la nostra libertà e identità, ricordando il coraggio del passato.
Il Rilevante Referendum del 2 Giugno 1946
Ricordare il 2 giugno 1946 non è solo un tributo alla storia, ma un riconoscimento di una data che ha segnato l’inizio di una nuova era in Italia. In quel giorno, gli italiani furono chiamati a esprimere il proprio parere sul futuro del paese, scegliendo tra monarchia e repubblica. È importante sottolineare che questo referendum rappresentò un evento straordinario: per la prima volta le donne poterono votare, insieme a tutti gli uomini, senza che il titolo di studio o il censo potessero influenzare il loro diritto di voto. Si trattava di una vera e propria rivoluzione democratica.
Il Voto e i Risultati
A ben ottant’anni di distanza, rimane un mistero comprendere l’ampio successo della Monarchia, soprattutto nelle regioni meridionali. Stando ai dati, in Campania, la Monarchia ottenne oltre 1.400.000 voti contro 435.000 per la Repubblica. La situazione non era diversa in Sicilia, dove il risultato fu di 1.300.000 voti per la Monarchia rispetto a 708.000 per la Repubblica. Anche in Puglia, i numeri parlano chiaro: 954.000 voti per la Monarchia e 465.000 per la Repubblica. Tali risultati portano a interrogarsi sulle reali motivazioni alla base di tali scelte, considerando che le fasi storiche precedenti avevano visto una repubblica dominata dai Savoia che, secondo alcuni, si erano resi responsabili di ingiustizie nei confronti del Sud.
Nella città di Torino, un tempo capitale del regno sabaudo, il voto per la Repubblica raggiunse il 60%, contrariamente ai dati del collegio di Napoli e Caserta, dove la Repubblica superò di poco il 20%. I risultati della Sicilia orientale furono ancora più deludenti per la Repubblica, non superando il 32%. Pertanto, si può affermare che le scelte politiche dei cittadini delle regioni meridionali siano state, a ‘vota’ avvenuto, fortemente influenzate dalla storia e dalle esperienze vissute.
La narrazione di presunti brogli elettorali è stata spesso messa in discussione. In realtà, nessuna prova concreta è stata mai presentata per sostenere tali accuse. La Commissione preposta al riesame dei verbali elettorali operò per dieci giorni. Il 10 giugno la Corte di Cassazione proclamò la vittoria della Repubblica e soltanto il 18 giugno il risultato diventò ufficiale. Il 25 giugno, infine, si riunì l’Assemblea Costituente, presieduta temporaneamente da Vittorio Emanuele Orlando, accompagnato dal giovane Giulio Andreotti, che si distinse subito tra i segretari.
