Luca Serianni: rinnovare l’insegnamento dell’italiano a scuola con riassunti e meno grammatica.
Pubblicato il da Germana Bevilacqua - Scuola e Università
Il 21 luglio 2022, il mondo della linguistica ha pianto la scomparsa di Luca Serianni, un punto di riferimento nel campo del linguaggio e della filologia. Pochi giorni prima, Serianni era stato investito mentre attraversava sulle strisce pedonali a Ostia, non lontano dalla sua abitazione. La sua morte ha segnato la perdita di una figura venerata per il suo impegno nella diffusione della lingua italiana e nell’insegnamento.
Come sottolinea Treccani, Serianni è stato attivo in numerosi ambiti, dalla didattica alla promozione dell’italiano all’estero. Un progetto che lo ha visto particolarmente coinvolto è stato la realizzazione del MUNDI, il Museo Nazionale dell’Italiano, situato nell’ex monastero della Santissima Concezione nel complesso di S. Maria Novella a Firenze. Questo progetto, a cui Serianni teneva moltissimo, ha preso forma grazie al suo coordinamento di un team multidisciplinare, comprendente esperti dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, dell’Accademia della Crusca, dell’Accademia dei Lincei e della Società Dante Alighieri.
Il lascito di Serianni alla Sapienza
Durante la sua carriera, Serianni ha sempre posto grande attenzione ai temi dell’insegnamento e della formazione. Nella sua lezione di congedo all’Università Sapienza di Roma, ha scelto di affrontare il tema cruciale dell’insegnamento, esprimendo un messaggio di speranza e responsabilità ai suoi studenti: “Chi sceglie di fare l’insegnante non può permettersi il lusso di essere pessimista, perché ogni allievo è una risorsa preziosa.” L’importanza questa affermazione è ancora oggi fondamentale per chi opera nel mondo dell’istruzione, poiché incoraggia a valorizzare le potenzialità di ogni studente e a lavorare instancabilmente per garantire loro un’istruzione di qualità.
La sua ultima lezione, tenutasi il 14 giugno 2017 nell’Aula Magna della Facoltà di Lettere della Sapienza, è stata descritta da Il Manifesto come “un concerto rock”, caratterizzata da applausi entusiasti di studenti ed ex studenti. In quell’occasione, Serianni ha richiamato l’articolo 54 della Costituzione, sottolineando la responsabilità di chi avvolge funzioni pubbliche: “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore.” Ha poi invitato i suoi allievi a comprendere che rappresentavano lo Stato stesso, un messaggio che è rimasto impresso nel cuore di molti.
Le sue idee sullo studio della lingua italiana
Nel contesto delle attuali sfide del sistema educativo, con l’attenzione crescente verso i risultati Invalsi e le Nuove Indicazioni Nazionali, è interessante riportare alcune riflessioni di Serianni condivise in un’intervista del 2014 rilasciata a La Repubblica. “Si insiste troppo sulla teoria grammaticale, specie nella scuola media e nel biennio,” affermava. Secondo lui, l’eccessivo focus sull’analisi logica rischiava di diventare un’ossessione: “È davvero fondamentale distinguere il complemento di compagnia dal complemento d’unione? Bisognerebbe soffermarsi di più sulla componente semantica.” In questo modo, si avrebbe l’opportunità di migliorare la padronanza lessicale degli studenti.
Serianni riteneva che la capacità di scrivere bene fosse strettamente legata alla capacità di leggere bene. Per lui, una lettura critica non si limitava ai testi letterari, ma doveva estendersi anche a una varietà di generi. La sua preferenza per il riassunto come strumento pedagogico era chiara: “Il riassunto verifica la comprensione e educa alla sintesi,” sosteneva, enfatizzando l’importanza di selezionare le informazioni più rilevanti. Questo approccio risultava più utile rispetto al tema generico, che spesso produceva lavori superficiali e verbosi.
Per quanto riguarda la correzione degli elaborati, Serianni proponeva l’uso della “matita verde” per evidenziare le parti più espressive, sottolineando l’importanza di evitare di trasformare i compiti in “un camposanto pieno di croci.” Accogliere e valorizzare la creatività degli studenti richiedeva un approccio che andasse oltre le correzioni punitive, mirando a stimolare l’interesse e l’impegno nella scrittura.
Luca Serianni non è stato solo un illustre studioso, ma anche un maestro che ha ispirato generazioni di studenti e docenti. La sua visione dell’insegnamento e la sua dedizione per la lingua italiana continueranno a influenzare il mondo accademico e quello scolastico. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo, ma il suo legato vive attraverso il lavoro di chi ha avuto il privilegio di apprendere da lui. È importante ricordare e far crescere i suoi insegnamenti, affinché possano continuare a guidare nuovi educatori e studenti nel meraviglioso viaggio della lingua italiana.
Per ulteriori approfondimenti sulla vita e le opere di Luca Serianni, è possibile consultare fonti ufficiali come Treccani e Il Manifesto.
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