Luca Serianni: rinnovare l’insegnamento dell’italiano a scuola con riassunti e meno grammatica.

Luca Serianni: rinnovare l’insegnamento dell’italiano a scuola con riassunti e meno grammatica.

Le sue idee sullo studio della lingua italiana

Nel contesto delle attuali sfide del sistema educativo, con l’attenzione crescente verso i risultati Invalsi e le Nuove Indicazioni Nazionali, è interessante riportare alcune riflessioni di Serianni condivise in un’intervista del 2014 rilasciata a La Repubblica. “Si insiste troppo sulla teoria grammaticale, specie nella scuola media e nel biennio,” affermava. Secondo lui, l’eccessivo focus sull’analisi logica rischiava di diventare un’ossessione: “È davvero fondamentale distinguere il complemento di compagnia dal complemento d’unione? Bisognerebbe soffermarsi di più sulla componente semantica.” In questo modo, si avrebbe l’opportunità di migliorare la padronanza lessicale degli studenti.

Serianni riteneva che la capacità di scrivere bene fosse strettamente legata alla capacità di leggere bene. Per lui, una lettura critica non si limitava ai testi letterari, ma doveva estendersi anche a una varietà di generi. La sua preferenza per il riassunto come strumento pedagogico era chiara: “Il riassunto verifica la comprensione e educa alla sintesi,” sosteneva, enfatizzando l’importanza di selezionare le informazioni più rilevanti. Questo approccio risultava più utile rispetto al tema generico, che spesso produceva lavori superficiali e verbosi.

Per quanto riguarda la correzione degli elaborati, Serianni proponeva l’uso della “matita verde” per evidenziare le parti più espressive, sottolineando l’importanza di evitare di trasformare i compiti in “un camposanto pieno di croci.” Accogliere e valorizzare la creatività degli studenti richiedeva un approccio che andasse oltre le correzioni punitive, mirando a stimolare l’interesse e l’impegno nella scrittura.


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