Negoziare il futuro della conservazione: le sfide rimaste da affrontare per il pianeta.
Un recente studio pubblicato su Nature sostiene che molti fallimenti persistenti nella conservazione non possano essere compresi senza un’analisi approfondita del modo in cui razza, potere e esclusione storica continuano a influenzare le pratiche e le istituzioni del settore. Gli autori affermano che le origini coloniali della conservazione influenzano ancora chi detiene l’autorità decisionale, il valore attribuito alle varie forme di conoscenza e chi deve affrontare i costi sociali della protezione ambientale.
Con il perseguimento di ambiziosi obiettivi globali per l’espansione delle aree protette, lo studio avverte che gli sforzi di conservazione rischiano di ripetere ingiustizie passate se i diritti delle popolazioni indigene e delle comunità locali non vengono riconosciuti e rispettati. Per affrontare queste sfide, gli autori propongono un approccio incentrato su diritti, agenzia, responsabilità ed educazione, evidenziando come una conservazione più equa sia anche più duratura.
Una nuova prospettiva sulla conservazione
La conservazione è spesso presentata come un’impresa tecnica, riguardante la quantità di terra da proteggere, le specie da priorizzare e le politiche che possono fornire risultati. Tuttavia, il recente studio in Nature mette in luce che questo approccio trascura un aspetto fondamentale. Alcuni dei fallimenti più persistenti nel campo della conservazione, secondo gli autori, non possono essere compresi senza affrontare come razza, potere ed esclusione storica plasmino le pratiche di conservazione oggi.
L’articolo, “A Framework for Addressing Racial and Related Inequities in Conservation”, non sostiene che la conservazione sia intrinsecamente difettosa o che l’ingiustizia sia universale in tutti i progetti. La sua argomentazione è più mirata e precisa. L’autore indica che la conservazione moderna è emersa da un contesto coloniale che considerava la terra come vuota e le persone come ostacoli. Questi presupposti non sono mai stati completamente smantellati e permangono in forme più sottili, influenzando chi viene considerato competente, chi sostiene il peso della protezione e chi decide quali sono i criteri di successo.
