La legalizzazione dell’estrazione dell’oro su Amazon: trasformare un rischio ambientale in opportunità economica.
L’eredità tossica dell’estrazione dell’oro in Amazzonia
L’estrazione dell’oro in Amazzonia ha lasciato una scia di distruzione ambientale che potrebbe trasformarsi in un’opportunità economica. Un’analisi recente rivela che il capitale necessario per bonificare le aree inquinate potrebbe generare oltre 200.000 posti di lavoro, convertendo l’estrazione illegale in un’industria regolamentata. Le miniere informali e illegali non solo degradano le foreste, ma contaminano anche i corsi d’acqua, utilizzando mercurio in procedure obsolete e tossiche.
Nella regione del Bacino Amazzonico, l’afflusso di miniere di oro non regolamentate ha portato a devastazioni inimmaginabili. Si stima che almeno 350.000 ettari di foresta e habitat paludosi siano stati distrutti a causa di operazioni minerarie abusive. L’impatto dell’estrazione alluvionale può essere molto più grave, considerando che il monitoraggio satellitare non riesce a catturare l’ampiezza di queste miniere di piccole dimensioni.
La crisi del mercurio in Brasile
Nel bacino del fiume Tapajós, nello stato del Pará in Brasile, circa cinque decenni di estrazione alluvionale hanno distrutto vaste aree di foresta ripariale, immettendo ogni anno tra le 200 e le 500 tonnellate di mercurio nell’ecosistema. Questa contaminazione ha toccato oltre il 75% della popolazione di Santarém, con livelli di mercurio nel sangue che superano di quattro volte i limiti stabiliti dall’OMS. Le conseguenze non si limitano ai siti minerari, poiché il metilmercurio si accumula nelle catene alimentari acquatiche, minacciando la salute delle comunità lungo il fiume.
Nonostante queste gravi problematiche ambientali, vi è un’opportunità economica potenziale che potrebbe finanziare una bonifica efficace. Infatti, il processo di estrazione utilizzato dai minatori è estremamente inefficiente. Attraverso la tecnologia dell’amalgama con mercurio, vengono recuperate solo il 40-60% delle particelle d’oro, lasciando l’80% intrappolato nei “tailings”, che contengono un valore potenziale tra i 90 miliardi e i 135 miliardi di dollari.
L’opportunità di un’industria regolamentata
La transizione verso tecniche più moderne, come l’uso della cianurazione, potrebbe aumentare i tassi di recupero dell’oro fino al 70-90%. Piccole medie imprese in paesi come Filippine e Burkina Faso hanno già adottato queste tecniche per riutilizzare i tailings provenienti da estrazioni passate. Tuttavia, l’introduzione di tale tecnologia nel contesto dell’estrazione illegale di oro presenta rischi significativi.
Secondo la Convenzione di Minamata, l’uso non regolamentato della cianurazione sui tailings contaminati da mercurio è considerata una “pratica dannosa”. Senza regolamentazioni adeguate, l’implementazione di nuova tecnologia potrebbe portare a un disastro ambientale ancor più grave. Oppure, potrebbero emergere varianti tossiche del metilmercurio, aggravando già una crisi sanitaria per le popolazioni amazzoniche.
Esistono tuttavia tecniche provate per mitigare questi rischi, come la rimozione del mercurio dai tailings prima dell’applicazione della cianurazione. In questo modo, ciò che potrebbe diventare una catastrofe ecologica potrebbe trasformarsi in una reale soluzione di bonifica.
