Maturità 2026: i commissari esterni possono porre domande su materie diverse? Ecco la risposta.

Maturità 2026: i commissari esterni possono porre domande su materie diverse? Ecco la risposta.

Maturità 2026: i commissari esterni possono porre domande su materie diverse? Ecco la risposta.

Il nuovo colloquio di Maturità, che prevede un esame su quattro discipline selezionate dal Ministero dell’Istruzione, solleva interrogativi importanti sul comportamento dei commissari. Un aspetto cruciale è capire fino a che punto un docente possa spingersi nelle domande, in particolare quando si tratta di commissari esterni abilitati in più materie.

Questo tema è stato approfondito durante una diretta organizzata da La Tecnica della Scuola, dove Lucio Ficara, docente e esperto di normativa scolastica, ha chiarito che la riforma del colloquio orale non deve essere interpretata in modo rigido, ma piuttosto nel contesto del suo obiettivo primario: valutare in modo accurato e coerente la preparazione degli studenti. Nel caso di un docente che possiede abilitazioni diverse, è fondamentale che il commissario si concentri solo sulla disciplina specifica affidata dall’Ufficio Scolastico Regionale (USR).

Collegamenti tra le discipline: equilibrio e misura

Una delle novità più significative è rappresentata dall’abolizione del documento iniziale, che in passato stimolava i collegamenti interdisciplinari. Secondo Ficara, questo cambiamento non implica che i collegamenti siano vietati; al contrario, devono essere gestiti con maggiore equilibrio e senso della misura. È “del tutto ovvio”, afferma l’esperto, che un candidato possa – e in alcuni casi debba – effettuare collegamenti tra diverse discipline. Il colloquio, infatti, deve rimanere un’opportunità in cui lo studente dimostra la propria capacità di integrare le conoscenze in modo coerente, superando l’apprendimento puramente mnemonico. Ciò che viene abbandonata è invece la prassi di progettare percorsi interdisciplinari costruiti a tavolino e spesso poco naturali.


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