Mps e Mediobanca uniscono forze: nasce il terzo polo bancario italiano 2026-2030
Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il nuovo Piano Industriale 2026-2030, che prevede la fusione con Mediobanca, creando il terzo gruppo bancario italiano con oltre 7 milioni di clienti. L’operazione, con adesione all’86,3%, mira a sfruttare sinergie per 700 milioni di euro. L’obiettivo è raggiungere un margine di intermediazione di 9,5 miliardi e un utile netto adjusted di 3,7 miliardi a fine piano, con un payout del 100% per i soci. Investimenti tecnologici per oltre 1 miliardo puntano all’innovazione digitale potenziata dall’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza. La struttura sarà articolata in cinque divisioni di business.
Monte dei Paschi di Siena lancia nuovo Piano Industriale con fusione strategica a Mediobanca
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il Piano Industriale 2026-2030, che segna la nascita di un importante terzo operatore nel settore bancario italiano. Attraverso l’operazione di fusione per incorporazione di Mediobanca in BMPS, si costituisce un gruppo con oltre 7 milioni di clienti. L’offerta pubblica di acquisto e scambio ha raccolto un’adesione pari all’86,3%, mentre l’integrazione mira a mantenere i marchi storici di entrambe le realtà, generando sinergie annue attese per 700 milioni di euro.
Dal punto di vista finanziario, il Gruppo si pone obiettivi ambiziosi con un margine di intermediazione che dovrebbe arrivare a 9,5 miliardi di euro entro il 2030 e un utile netto adjusted stimato a 3,7 miliardi nel periodo di piano. La distribuzione dei dividendi sarà particolarmente generosa nei confronti degli azionisti, con un payout del 100% che porterà a erogare circa 16 miliardi di euro in dividendi complessivi tra il 2026 e il 2030. Il capitale sarà preservato da un CET1 ratio intorno al 16%, supportato da un buffer di circa 3 miliardi a disposizione per flessibilità strategica.
Le innovazioni tecnologiche assumono un ruolo centrale nel progetto industriale, con investimenti superiori a un miliardo di euro destinati alla realizzazione di una piattaforma digitale avanzata, arricchita dall’intelligenza artificiale. Grazie all’AI, si prevede un incremento significativo dell’efficienza, stimato in un risparmio di circa il 20% nei processi di credito e controllo. La nuova struttura organizzativa sarà composta da cinque divisioni dedicate: Retail & Commercial Banking, Consumer Finance con il centro di eccellenza Compass, Asset Gathering & Wealth Management, Private Banking e Corporate & Investment Banking.
Le attività relative alla definizione del concambio per la fusione con Mediobanca proseguono con il supporto di advisor specializzati. Il Consiglio di Amministrazione insieme al Comitato per le Parti Correlate stanno completando le necessarie verifiche, con l’obiettivo di concludere il processo entro il 10 marzo 2026, sempre rispettando le normative previste per operazioni con parti correlate. Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di BMPS, ha sottolineato che il piano rappresenta un’evoluzione naturale del percorso già avviato, con l’intento di costruire un gruppo bancario solido, diversificato e capace di generare crescita sostenibile e rendimenti significativi per gli azionisti, valorizzando le migliori competenze e tradizioni di entrambe le istituzioni.
Nuovo Piano Industriale 2026-2030 e Fusione Strategica tra Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca
Il Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena ha approvato il Piano Industriale per il periodo 2026-2030, che segna l’ingresso nel mercato italiano come terzo operatore bancario di rilievo, grazie alla fusione con Mediobanca. L’operazione prevede l’incorporazione della banca nel Gruppo MPS, estendendo la propria clientela a oltre 7 milioni di clienti. Questa integrazione beneficia di una forte adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio, attestata all’86,3%, e mira a consolidare le due realtà mantenendo vive le loro identità storiche. Le sinergie complessive attese a regime sono stimate intorno ai 700 milioni di euro, a testimonianza dell’efficacia del progetto.
Sul piano finanziario il Gruppo intende raggiungere traguardi di prim’ordine: è previsto un incremento del margine di intermediazione fino a 9,5 miliardi di euro entro il 2030 e un utile netto adjusted pari a 3,7 miliardi di euro. La politica dei dividendi risulta particolarmente favorevole agli azionisti, con un payout fissato al 100%, che porterà alla distribuzione complessiva di circa 16 miliardi di euro nel quinquennio. La solidità patrimoniale viene garantita da un CET1 ratio stabile intorno al 16%, con un capitale di riserva di circa 3 miliardi, destinato a sostenere la flessibilità strategica. Il piano prevede inoltre un investimento tecnologico rilevante, con oltre 1 miliardo di euro indirizzato alla digitalizzazione e all’intelligenza artificiale, per incrementare efficienza e velocità dei processi, in particolare nel credito e nel controllo.
Parallelamente, le attività necessarie per completare il progetto di fusione, inclusa la definizione del concambio con Mediobanca, proseguono con il supporto di advisor specializzati. La conclusione delle verifiche istruttorie è attesa entro il 10 marzo 2026, nel pieno rispetto dei requisiti normativi per le operazioni tra parti correlate. Il Consiglio di Amministrazione e il Comitato preposti mantengono alta l’attenzione per garantire una regolare e trasparente conclusione del processo.
Luigi Lovaglio, Amministratore Delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha sottolineato come il Piano Industriale rappresenti un proseguimento naturale del percorso evolutivo intrapreso negli ultimi anni. La nuova struttura di Gruppo punta a valorizzare le piattaforme di MPS e Mediobanca per offrire un’esperienza cliente all’avanguardia. Il progetto ambisce a creare un gruppo bancario solido e diversificato, capace di generare una crescita sostenibile e offrire rendimenti allettanti per gli azionisti. Lovaglio ha evidenziato come la combinazione della rete commerciale di MPS con l’expertise advisory di Mediobanca costituisca una forte leva di competitività e un patrimonio strategico da preservare.
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