L’occupazione: chiave centrale per stabilità economica e coesione sociale duratura

L’occupazione: chiave centrale per stabilità economica e coesione sociale duratura

L’occupazione: chiave centrale per stabilità economica e coesione sociale duratura

Il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha sottolineato che il mondo non manca di giovani disponibili a lavorare, ma di opportunità lavorative adeguate, specie nei paesi in via di sviluppo dove 1,2 miliardi di giovani entreranno nel mercato del lavoro entro il prossimo decennio. L’Africa sarà particolarmente centrale in questa trasformazione demografica. La creazione di posti di lavoro è fondamentale per la stabilità economica e sociale. Panetta ha evidenziato l’importanza di investire in infrastrutture e capitale umano, oltre a migliorare la regolamentazione per favorire gli investimenti e la crescita occupazionale, elementi interdipendenti per una crescita sostenibile.

La sfida globale dell’occupazione giovanile nei paesi in via di sviluppo

ROMA (ITALPRESS) – “Il problema che il mondo affronta non riguarda la mancanza di giovani desiderosi di lavorare, ma piuttosto la carenza di opportunità lavorative adeguate capaci di assorbirli. Nei prossimi dieci anni, circa 1,2 miliardi di giovani entreranno nel mercato del lavoro nei paesi in via di sviluppo, un numero che supera di gran lunga la capacità attuale di creare nuovi posti di lavoro. L’Africa, in particolare, sarà il continente con la maggiore crescita della popolazione giovanile, arrivando a ospitare un quarto dei giovani a livello mondiale entro il 2050. Riuscire a trasformare questo cambiamento demografico in una risorsa positiva o in una fonte di instabilità dipenderà dalla nostra abilità di produrre opportunità lavorative sufficienti”, ha dichiarato Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, durante un convegno organizzato dalla Banca Mondiale e dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha aggiunto che “l’occupazione non rappresenta solo una priorità per lo sviluppo, ma è anche un fondamento fondamentale per la stabilità economica e la coesione sociale”.

Nel corso degli ultimi trent’anni, la globalizzazione ha svolto un ruolo chiave nel ridurre la povertà estendendo le opportunità economiche e generando occupazione in molte aree del mondo. Questo percorso di progresso, però, si è rivelato fragile e suscettibile a cambiamenti repentini.

Panetta ha sottolineato che la priorità per i Paesi in via di sviluppo è rafforzare le fondamenta della crescita economica, concentrandosi soprattutto su infrastrutture e capitale umano. Attualmente, il divario di finanziamento infrastrutturale oscilla oltre il 4% del Pil annuo, con settori come energia e trasporti che rappresentano i principali ostacoli allo sviluppo. Allo stesso tempo, la qualità della regolamentazione influenza profondamente il comportamento del settore privato: norme migliori stimolano la nascita di nuove imprese, gli investimenti e di conseguenza la crescita dell’occupazione. Questi due elementi devono procedere di pari passo per essere efficaci.

Infatti, investire in infrastrutture senza un quadro normativo stabile rende difficoltoso attrarre investimenti a lungo termine; analogamente, riformare la regolamentazione senza disporre di un adeguato capitale fisico e umano limita i benefici occupazionali ottenibili. Per costruire un percorso di crescita che sia resistente e inclusivo, allineare entrambi gli aspetti risulta fondamentale”, ha precisato Panetta.

La sfida globale dell’occupazione giovanile: infrastrutture e regolamentazione come leve fondamentali

ROMA (ITALPRESS) – Il problema attuale non riguarda la mancanza di giovani pronti a inserirsi nel mercato del lavoro, bensì la carenza di opportunità occupazionali capaci di accoglierli. Nel prossimo decennio, circa 1,2 miliardi di giovani provenienti dai paesi in via di sviluppo saranno in cerca di lavoro, un numero che supera di gran lunga la capacità di creazione di nuovi posti disponibili. L’Africa, in particolare, rappresenterà una quota significativa di questa popolazione giovanile, ospitando un quarto del totale mondiale entro il 2050. Quello che dipende da noi è la capacità di trasformare questa immensa risorsa demografica in un vantaggio economico e sociale, evitando che possa diventare fonte di tensioni e instabilità.

Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, ha sottolineato l’importanza cruciale dell’occupazione non solo come motore di sviluppo economico, ma anche come elemento chiave per garantire stabilità e coesione all’interno delle società. Negli ultimi trent’anni, la globalizzazione ha favorito la riduzione della povertà ampliando le opportunità economiche e fornendo nuove occasioni di lavoro in molte aree del mondo. Questo progresso, però, non può essere dato per scontato, poiché si è rivelato fragile e suscettibile a numerosi fattori di rischio.

Tra gli interventi prioritari indicati da Panetta, emerge la necessità di rafforzare le fondamenta stesse della crescita: infrastrutture di qualità e capitale umano. Nei paesi in via di sviluppo il divario di finanziamento infrastrutturale supera il 4% del PIL annuo, con settori strategici come energia e trasporti che rappresentano veri e propri ostacoli allo sviluppo. Parallelamente, la qualità della regolamentazione incide profondamente sul comportamento delle imprese. Un quadro normativo chiaro e favorevole stimola la nascita di nuove imprese, attrarre investimenti e favorisce la creazione di posti di lavoro.

Questi due aspetti – infrastrutture e regolamentazione – vanno considerati in stretto rapporto di complementarietà. Investire in infrastrutture senza garantire un contesto normativo stabile rende difficile attrarre capitali a lungo termine, mentre riforme regolamentari senza un adeguato supporto fisico e umano generano benefici occupazionali limitati. Per costruire una crescita economica duratura, inclusiva e resiliente, è dunque indispensabile allineare questi due pilastri, al fine di trasformare la mole crescente di giovani lavoratori in un’opportunità concreta e positiva per lo sviluppo globale.

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